lunedì 16 maggio 2011

A Reggio Calabria convegno sul lupo aspromontano



Sabato 21 maggio, a partire dalle ore 17,30, presso la saletta convegni della Chiesa di San Giorgio al Corso, il Circolo Culturale L'Agorà, in collaborazione con il gruppo di ricerca MNEMOS, organizza una giornata di studi avente come tema « Uomini e Lupi in Aspromonte: antropologia, caccia. letteratura ».
Il lupo e il suo rapporto con l'uomo ha radici antichissime: entrambi hanno percorso un cammino evolutivo spesso sovrapposto, ricoprendo, in natura, ruoli molto simili, rispettandosi e temendosi a vicenda.
Per una serie di motivazioni logistiche ci sono stati dei cambiamenti di rotta e di scelte dovute ad esigenze di sopravvivenza, come ad esempio il cambiamento dello status dell'uomo da cacciatore a quello di allevatore e, quindi, di pastore.
Naturalmente tutto ciò ha acceso una dura rivalità con il lupo, favorita dalle nuove scelte dell'uomo per la sua soddisfazione quotidiana, proprio in quelle aree dove il lupo cacciava liberamente e che sono diventate nel tempo luoghi adibiti all'allevamento.
Questo rapporto conflittuale, resiste ancora oggi in tanti allevatori e pastori in diverse aree italiane. Le cronache di giornali e televisioni sono spesso ricche di notizie allarmanti su stragi di bestiame e uccisioni illegali di lupi.
Recentemente l’Europa ha adottato diversi provvedimenti legislativi in questo ambito come, ad esempio, le sanzioni economiche alle quali potrebbe andare incontro la Svezia se non rispetterà le indicazioni della Comissione europea.
La caccia al lupo, infatti, viola le leggi comunitarie sull’ambiente e la Svezia potrebbe subire una procedura di infrazione.
Sempre su tale aspetto c'è da registrare la politica della Svizzera, che vuole modificare la convenzione di Berna per la caccia al lupo alpino e che potrebbe mettere a serio rischio le specie selvatiche sulle Alpi.
Ma la giornata di studi organizzata dal sodalizio reggino, oltre agli aspetti sopra evidenziati si soffermerà su altri squisitamente locali e circoscritti all'area aspromontana, e tali argomenti saranno oggetto di discussione da parte di Orlando Sorgonà, che esprorrà nel corso dell'incontro interessanti argomenti frutto di particolari ed approfondire ricerca sul tema in questione.

RStvnews - 7 maggio 2011

News dal comprensorio di Squillace
A cura di Salvatore Taverniti

sabato 14 maggio 2011

LA NOTTE DEI MUSEI 2011

14 - 15 MAGGIO

Le iniziative organizzate dagli Istituti afferenti alla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee nell’ambito dell’evento europeo:

mercoledì 11 maggio 2011

Cosenza - LA NOTTE DEI MUSEI Fra suoni e visioni


Ministero per i Beni e le Attività Culturali
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DELLA CALABRIA
SOPRINTENDENZA PER I BENI STORICI, ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI DELLA CALABRIA



Sabato 14 maggio prossimo, dalle ore 20.00 alle 2.00, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, guidata da Fabio De Chirico, partecipa a La Notte dei Musei con una propria iniziativa, coordinata da Nella Mari e da Patrizia Carravetta, denominata Fra suoni e visioni.
Un’occasione speciale per trascorrere una straordinaria notte a Palazzo Arnone in Cosenza tra arte, musica, pittura e spettacolo. Ad arricchire e a rendere ancora più suggestiva la Notte dei Musei saranno le sonorità proposte dagli studenti del Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza diretto dal M° Antonella Calvelli che, rinnovando una consolidata e proficua collaborazione con la Soprintendenza, si esibiranno in un repertorio che spazierà dal classico al moderno con momenti anche recitati.
La serata si aprirà, alle ore 20.00, con l’inaugurazione della mostra di arte contemporanea dal titolo Ente Comunale di Consumo, a cura di Claudio Libero Pisano, con il coordinamento generale di Fabio De Chirico e con il coordinamento organizzativo di Nella Mari e Patrizia Carravetta.
La Galleria Nazionale di Cosenza resterà aperta dalle ore 20.00 alle 2.00. Sarà visitabile il cantiere di restauro OPERA APERTA. Il restauro del Sant’Agostino di Mattia Preti svela i segreti di un capolavoro.
Dalle 22.00 alle 24.00 GiovanInArte, i capolavori della Galleria Nazionale di Cosenza saranno illustrati dagli studenti del Liceo classico “B.Telesio” di Cosenza; dalle 22.00 si terrà, dedicato soprattutto ad un pubblico giovane, la Perfomance Live Writing, a cura di CHINA INK, gruppo di giovani artisti che realizzerà variopinti graffiti.
Dalle ore 24.00 alle ore 2.00 la serata sarà accompagnata dai suoni di DJ SET, a cura di SHIRT VS T-SHIRT Robert Eno e Fabio Nirta Partyzan Produzioni.

Previste degustazione di vini della Calabria a cura della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) delegazione di Cosenza coordinamento Tommaso Caporale.
Sarà, inoltre, allestita una postazione di editoria d’arte a cura della Libreria UBIK con uno stand di libri (illustrati d’arte, testi di storia locale e di etnoantropologia).

Per raggiungere Palazzo Arnone e i luoghi d’arte del centro storico si potrà usufruire di un servizio gratuito di navetta con partenza da piazza dei Bruzi a cura del Comune di Cosenza e dell’Amaco.


Mostra Ente Comunale di Consumo
Farà tappa a Cosenza, dopo la presentazione dello scorso dicembre al CIAC, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea – Castello Colonna di Genazzano (RM), la mostra d’arte contemporanea dal titolo Ente Comunale di Consumo.
Al gruppo iniziale di 22 artisti, già presenti a Genazzano, si aggiungeranno le 11 opere inedite di Simone Cametti, Iginio De Luca, Stanislao Di Giugno, Marina Paris, Luana Perilli, Gioacchino Pontrelli, Pietro Ruffo, Alessandro Sarra, Donatella Spaziani, Giuseppe Stampone, Driant Zeneli.
La mostra, curata da Claudio Libero Pisano, direttore del CIAC, con il coordinamento generale di Fabio De Chirico nasce dal ritrovamento fortuito di un quantitativo di fogli di carta oleata con il logo dell’ECC utilizzati per l’incarto del burro.
Nel 1946 un decreto legge dà vita agli Enti Comunali di Consumo per vendere a prezzi calmierati beni di prima necessità destinati al rifornimento alimentare delle famiglie indigenti. Oggi sembrano essersi dissolti i ricordi di quest’istituzione dell’immediato dopoguerra; rimane solo il luogo evocativo di una vecchia storia che ha lasciato tracce e ricordi intensi. È un percorso sulla memoria di un paese, su come, non troppi anni fa, si viveva e si percepiva l’idea della ricchezza e della povertà.
Gli artisti hanno lavorato nella massima libertà creativa, scegliendo se e come utilizzare la carta secondo la loro esclusiva poetica e il loro linguaggio. Che si sia trattato di un video, un disegno, un'elaborazione tridimensionale, ogni artista ha espresso la sua personale visione di questo racconto e ha restituito una memoria o un’ipotesi di futuro.
La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Livello 4 editrice.


Mostra
Ente Comunale di Consumo

A cura di
Claudio Libero Pisano

Artisti
Francesco Arena, Simone Cametti, Arianna Carossa, David Casini, Luca Coser, Raffaella Crispino, Giovanni De Angelis, Iginio De Luca, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Rocco Dubbini, Marco Fedele di Catrano, Silvia Giambrone, Nicola Gobbetto, Diego Iaia, Domenico Mangano, Sandro Mele, Marina Paris, Eugenio Percossi, Luana Perilli, Alessandro Piangiamore, Gioacchino Pontrelli, Moira Ricci, Pietro Ruffo, Vincenzo Rulli, Barbara Salvucci, Matteo Sanna, Alessandro Sarra, Alice Schivardi, Donatella Spaziani, Ivana Spinelli, Giuseppe Stampone, Driant Zeneli.

Sede
Cosenza, Galleria Nazionale – Palazzo Arnone
Periodo
14 maggio – 19 giugno
Orari
dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00
Ingresso
gratuito
Opening
14 maggio, ore 20.00
Catalogo
Livello 4 editrice, Roma

Informazioni
Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone
Via Gian Vincenzo Gravina, 2 Cosenza
telefono: 0039 0984 795639
fax: 0039 0984 71246

L’ingresso è previsto fino all’1.00.


Pietro Ruffo, Paesaggio italiano, 2011 (particolare)

Tante le iniziative che si svolgeranno nella città di Cosenza organizzate da enti, gallerie d’arte e associazioni culturali coordinate dalla Soprintendenza BSAE della Calabria. Visualizza il PROGRAMMA DETTAGLIATO



LA NOTTE DEI MUSEI

Fra suoni e visioni
Cosenza – Palazzo Arnone Sabato
14 - domenica 15 maggio 2011
ore 20.00 - 2.00

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria Ufficio stampa: Silvio Rubens VivonePatrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail:
sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it


Comunicazione:
Nella Mari - Francesca Cannataro, collaboratrice esterna Coordinamento: Nella Mari e Patrizia Carravetta

Il Conservatorio di Cosenza partecipa alla "Notte dei Musei fra suoni e visioni"


Momenti musicali
a cura del Conservatorio di Cosenza
Cosenza, Palazzo Arnone
Sabato 14 maggio 2011
dalle ore 20.00 alle ore 24.00 circa
Ingresso libero

La Notte dei Musei 2011, programmata dal Ministero dei Beni Culturali in diverse città italiane fra cui Cosenza, si svolgerà sabato 14 maggio. Il Conservatorio di musica “Stanislao Giacomantonio”, che contribuì allo straordinario successo delle due precedenti edizioni, 2009 e 2010 - quando i cosentini, anche grazie all’attrattiva costituita dai mini concerti, visitarono in gran numero e in taluni casi per la prima volta Palazzo Arnone - rinnova la sua collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria.
Dalle ore 20 fino a mezzanotte circa, gli studenti dell’Istituto riempiranno di musica le sale espositive e gli spazi esterni della Galleria Nazionale, che ha sede a Colle Triglio, nel centro storico di Cosenza, in un edificio del Cinquecento che fu tribunale e carcere.
Una cinquantina di esecutori, fra cui la cantante rumena Ioana Deliu e la pianista russa Elina Cherchesova, si alterneranno esibendosi da diverse postazioni. Dal Coro di Clarinetti, ensemble composto da una ventina di elementi, che aprirà la serata alle ore 20 nel cortile del Palazzo, fino al momento dedicato al Risorgimento, con parole e musica, che avrà inizio alle ore 23.30 nel Salone delle Udienze. E ancora: arpa, voci, fiati, quartetto d’archi, pianoforte solista e in diverse formazioni da camera.
I visitatori saranno invitati a compiere un percorso nel contempo visivo e sonoro. Sarà possibile ammirare la ricca collezione permanente di Palazzo Arnone - dalle tavole cinquecentesche di Marco Tardisco, Pietro Negroni e Marco Pino, alle tele di Mattia Preti, Luca Giordano e il Baciccio, fino alla scultura del Novecento firmata da Emilio Greco- mentre si ascoltano musiche di vari generi e stili. Le composizioni di Liszt (nel duecentesimo anniversario della nascita) e Chopin, Mozart e Beethoven, Verdi e Rossini, fino alla produzione del Novecento, con Reinecke e Barber, nonché contemporanea, con un brano di Vincenzo Palermo, docente al Conservatorio di Cosenza.
Tra le iniziative che si svolgeranno durante la Notte dei Musei, l’inaugurazione della mostra di arte contemporanea dal titolo Ente Comunale di Consumo, programmata per le ore 20.
L’ingresso a Palazzo Arnone è libero.

Programma dettagliato dei momenti musicali a cura del Conservatorio di Cosenza (pdf).

Intervista a Maria Rosaria Gallo, direttore artistico di “Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura”

In attesa di Pianeta Pianopoli…


Leggi anche:
Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica (presentazione)
Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica (resoconto)

martedì 10 maggio 2011

FRITZ BAUMGARTNER. L'ASTRAZIONE - Il ritorno di un austriaco

Ampia retrospettiva al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)

A partire da sabato 25 giugno 2011, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà una mostra antologica dedicata al grande pittore austriaco Fritz Baumgartner (1929-2006), maestro del segno e del colore che, nel corso della sua carriera artistica, ha saputo sapiente-mente fondere la lezione espressionista a una sempre più urgente esigenza d’astrazione, dan-do vita a una collezione di dipinti, disegni e vetrate contraddistinti da una mirabile sapienza grafica ed una sferzante energia.
La mostra – la più ampia rassegna di opere dell’artista austriaco mai fatta in Italia – sarà composta di oltre cinquanta dipinti e tredici disegni che spaziano dai primi anni ’50, quando ancora frequentava l’Accademia delle Arti Figurative di Monaco di Baviera, sotto la guida di Oskar Kokoshka, fino alle ultime opere realizzate a pochi mesi dalla morte.
«Artista inquieto e poliedrico – ha scritto di lui il gallerista torinese Arturo Bottello, a cui si deve la proposta e la diffusione della sua opera in Italia – , senza alcun dubbio uno dei più in-teressanti disegnatori e grafici contemporanei, uomo colto, dotato di un senso totale dell’esistenza, un’intelligenza vitale e partecipazioni non comuni con un modo di pensare, ve-dere, segnare l’essenza della vita che si dilata anche fra la gente.»
Proprio l’essenza della vita è ciò che traspare maggiormente dalle sue opere, vere e proprie epifanie mondane, rappresentazioni sempre più fatte di un’astrazione singolare e personale dell’esistenza umana in tutte le sue sfaccettature, dai momenti più ironici e leggeri a quelli più profondi, tragici e appassionati. Non mancano i riferimenti mitici e biblici, trattati con intelli-genza e sincera sensibilità culturale e spirituale, e nemmeno le celebrazioni della sensualità e della carnalità; una vasta gamma di temi che si rifrange nella poliedricità espressiva testimo-niata da oltre cinquant’anni di costante ricerca e rinnovamento del proprio linguaggio pittori-co.

FRITZ BAUMGARTNER, L’ASTRAZIONE
Il ritorno di un austriaco

Luogo: MACA – Museo Arte Contemporanea Acri
Piazza G. Falcone, 1 – 87041 Acri (Cs)
Curatori: Boris Brollo
Vernissage: 25 giugno 2011, ore 18:00
Periodo: dal 25 giugno al 2 ottobre 2011
Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20; lunedì chiuso
info: Museo tel. 0984953309; Ufficio stampa tel. 0119422568,
maca@museovigliaturo.it
www.museovigliaturo.it


Crocifissione, olio su tela, 143x124 cm, 1954


Sciatori, olio su tela, 50x70 cm, 1959


Regina, olio su tela, 80x100, 1959


Antigone e Ismena (le sorelle), acrilico su tela, 100x130, 1998


Un Buddha, acrilico su tela, 100x73, 1969


Monacense II, disegno a matita, 86x61, 1975


BIOGRAFIA
Fritz Baumgartner nasce nel 1929 a Aurolzmünster in Austria. Dal 1949 al 1956 frequenta l'Accademia delle Arti Figurative di Monaco di Baviera, dove segue i corsi Oskar Kokoshka e Hermann Kasper. Dal 1953 espone principalmente nelle gallerie tedesche ma anche in altri paesi europei e in, particolar modo, in Italia, dove stringe un forte legame con Torino e il Piemonte, anche grazie alla figura del gallerista Arturo Bottello. Si aggiudica vari premi, tra cui nel 1959, il Premio artistico del convegno degli Evangelici tedeschi, nel 1970 il Premio artistico della Provincia di Torino, nel 1972 la Medaglia d'oro al merito dello Stato Italiano e la Medaglia onoraria della città di Torino, nel 1999 la Medaglia onoraria della Regione Piemonte. Prosegue la sua attività di Monaco, dove muore l’8 ottobre 2006.
Il suo percorso artistico inizia negli anni '50-'60, con opere che si collocano nella corrente espressionistica, si-no a giungere, attraverso continue ricerche e sperimentazioni, all'astrazione simbolista delle sue ultime opere, contraddistinte da una netta ed incisiva grafia sostenuta da intensi cromatismi.
Notevole interesse artistico rivestono anche le sue grandi vetrate a soggetto religioso.
Hanno scritto di lui, tra gli altri, Luigi Carluccio, Angelo Mistrangelo, Arturo Bottello, Marco Rosci, Lorenzo Mondo e Angelo Dragone.

Mostre personali e collettive
Opere in musei e collezioni - Libri

Giovanni Chiellino, Luce crepuscolare, Genesi Editrice

Con prefazione di Eraldo Garello e postfazione di Pierantonio Milone

È l’ultima raccolta del poeta calabrese Giovanni Chiellino.
La presentazione venerdì 13 maggio 2011, ore 19.00
Sala Arancio – XXIV SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO
Lingotto Fiere, via Nizza 280, Torino

LA PREFAZIONE DI ERALDO GARELLO

Quest’ultima raccolta di Giovanni Chiellino, meno connotata tematicamente rispetto alle precedenti, che riconoscevano all’interno della loro più profonda struttura quasi una diretta urgenza filosofica, argomentativa e dimostrativa (sempre nell’ambito del vero dettato poetico che non forza mai l’attenzione del lettore, ma procede per successive ed epifaniche dis-velazioni), si palesa a noi progressivamente, di pagina in pagina, mutando registro e quasi scrittura, proponendoci suggestioni, ricordi, illuminazioni, lampi profetici che si rastremano di campata in campata fino a pervenire alla solidificazione di quell’universo di discorso, di quella visione del mondo che da sempre ci affascina nell’avventura poetica del Nostro.
Se in alcune precedenti raccolte (ma soprattutto ne Il volto della memoria, Roma 2000) uno dei nuclei tematici centrali era dato dalla riflessione sulla nozione di tempo, inteso sia agostinianamente come distensio animae, sia bergsonianamente come durata della coscienza e come energetica corrente vitale nella quale ogni momento trapassa nell’altro senza apparente soluzione di continuità (e qui si sentiva il lascito della profonda frequentazione del mai dimenticato Nicola Silvi), in Luce crepuscolare il vissuto viene declinato sul versante della spazialità. E questo sin dalla bellissima lirica d’esordio: Paesaggio per Mara (uno dei tanti paesaggi che ritroviamo nella silloge), laddove all’interno d’un ambiente marino colmato dalle “pareti della nebbia”, e che richiama più certe tele ottocentesche di pittori del Nord Europa, danesi e scandinavi (come alcune angoscianti scene di mare ritratte dagli artisti più cupi della scuola di Skagen) che non il solare e ventoso Jonio, Chiellino subito ci sbilancia con osservazioni di lucreziana memoria. Il Poeta, tranquillamente seduto (immaginiamo) sul litorale, in compagnia della donna amata (“Io seguo i tuoi capelli fra i pianeti / mentre le dita sfiorano il tuo seno”) osserva in lontananza lucerne che “schiene curve mostrano sui remi”; di lì l’interrogativo che solo il Poeta può porsi: “sono uomini che vanno alla deriva / o è la rotta giusta per tornare? / Inseguono approdi / della buona sorte / o cercano nel fondo delle acque / le tracce della vita e della morte?”. In pochi versi, quasi distrattamente esposti, viene racchiusa l’essenza del nostro esserci più profondo giocato sul mare magnum della vita, ed evidenziato dalle intense simbologie del mare stesso e del porto. Il primo – se si dà credito al Curtius che ne fa derivare l’etimologia dal sanscrito maru, che significa deserto, e quindi landa sconfinata, priva di vita e di vegetazione dove l’uomo può facilmente naufragare e soccombere (infatti, la radice mar significa in primis morire) – si pone come termine di paragone dell’esistenza umana, metafora dell’avventura nella quale tutti ci dobbiamo necessariamente buttare se vogliamo conoscere l’essenza del nostro esser-ci all’interno dell’Universo (ci ammoniva Blaise Pascal: vous êtes embarqués, a sottolineare l’impossibilità per l’uomo di sottrarsi alla scommessa del mettersi in gioco), ma anche metafora del mare interno, del mondo delle passioni che ci squassano con l’intensità d’una feroce bufera, ed ancora rappresentazione – secondo una sempre attuale considerazione del monaco medievale Aelredo di Riévaulx – del secolo presente, inteso come distanza che separa l’uomo da Dio.
E poi il porto: il punto d’entrata e d’uscita, la salvezza per chi ritorna dopo essersi sottratto alle innumerevoli insidie del mare, ma anche il punto di partenza per chi quelle insidie per necessità o libera scelta le vuole affrontare; Ulisse che parte ed Ulisse che ritorna; luogo di festa per il naufrago e luogo di lutto per chi ha dovuto soccombere; luogo da cui lucrezianamente (Epicuro insegna!) osservare l’inutile affannarsi dell’uomo ma anche luogo nel quale esistenzialmente non possiamo non farci carico dell’angoscia di chi soffre e muore cercando se stesso.
Per Chiellino, dall’alto della sua saggezza di uomo di mare, la salvezza è più vicina di quanto può apparire, e forse non la vede solo chi non la vuol vedere, tutto compreso di una sorta di vuoto e inutile titanismo: la spazialità (nella silviana dimensione spazio-tempo alla quale accennavamo prima) la si può delimitare con più facilità rispetto alla temporalità, può essere confinata all’interno d’una dimensione familiare, di piccola Heimat o comunità con i suoi costitutivi elementi fondanti; ed allora la bimba Carmen (nipote del Nostro, ma soprattutto simbolo d’una natura umana non ancora contaminata), può aprirsi al lento raccontare del mare, lasciarsi andare al suo leggiadro suono, avvertirne la presenza materna e paterna (se è vero che in origine il mare era la divinità delle divinità: Oceano, il flusso energetico che da sempre circonda il mondo).
Le coordinate gnoseologiche della raccolta di Chiellino trovano un altro punto di inveramento in una straordinaria – per intensità di scrittura e per ricchezza di rimandi culturali – lirica dal titolo La tomba del tuffatore, chiaro riferimento ad uno dei più significativi manufatti dell’epoca aurea della cultura pestana, databile tra il 470 e il 480 a.C. Un giovine si tuffa a volo d’angelo – ed è lo strabiliante tuffo della morte – dalle colonne d’Ercole, da sempre statuaria e stentorea raffigurazione dei limiti delle umane conoscenze ed esperienze, nel grande mare, che in questo caso viene rappresentato in pausa di maccherìa (quasi a svenarne la minacciosità e pericolosità, come atto di indulgente clemenza nei confronti del giovinetto che in tenera età deve affrontare la più amara esperienza dell’esistenza umana: l’approdo alla non-esistenza). Ancora una volta il grande deserto, il maru-mori (se mi si consente l’accostamento tra le similari significazioni sanscrite e latine) che delimita spazialmente l’arco del tuffo: l’ignoto pittore ci fa chiaramente intendere, raffigurando un verdeggiante albero che nettamente si staglia sull’opposto litorale, che il giovinetto approderà nella contrada d’un nuovo mondo, il mondo della vera conoscenza, della prosperità, delle frutta abbondanti e succose. Così è anche per Chiellino: “Si tuffa nel suo abisso / in cerca della luce / da dove un tempo fu espulso, / esiliato nel regno metamorfico, / nel gioco del non essere”. Quel fanciullo, splendido koũros, altri non è che il poeta, il vero poeta che in sé rattiene il dono della profezia e del disvelamento epifanico, che anela alla riunificazione empedoclea dell’Uno con il Tutto, della Natura con la Cultura, del determinato con l’indeterminato, del limite con l’universalità: “O sogno empedocleo che ti rinnovi / in ogni uomo che attraversa il giorno / attratto dai bagliori del tramonto / memoria d’aurora incipitaria!”; e ancora: “cerca il divino sguardo luminoso / dove l’Uno e il Tutto sono in eterno”. Un anelito all’unitarietà dell’Essere che, accanto al titanico éffort del Poeta che tenta di pervenire ad una estrema sintesi conoscitiva, può essere esperita, secondo Chiellino, anche nella quotidianità sotto forma di rimembranza, di rêvérie, ma anche di inveramento delle sotterranee intese che animano la vita di chi si è lasciato affascinare dai vincoli dell’amore: “Ritroverò il tuo sorriso lieve, / il tuo sguardo amoroso, la tua voce / nel mare fermo del tempo che non ruota / dove il tuo posto e il mio saranno Uno”.
Come si vede, nel Nostro il versante esistenziale, che riguarda le coordinate della vita vissuta nella quotidianità, e che acquisisce consistenza e dignità attraverso l’arricchimento che ne viene dal filtro delle passate esperienze, che alimentano il filone del ricordo – individuale o storicizzato, non importa – e danno consistenza al presente e credito al futuro, va sempre di pari passo con l’aspetto conoscitivo, con la ricerca filosofica del Vero e del Bene. Ed essendo Chiellino un Poeta, di quelli veri, la riflessione non può che essere sostanzialmente poetologica. Ed il dato testè evidenziato non paia troppo scontato, perché la poesia italiana contemporanea (in questo caso la “p” minuscola non è un refuso) non ha più nozione di se stessa, il poeta non si interroga più sull’essenza, sulla fenomenologia, sulle finalità dell’atto poetico, si libra nell’etere come se tutto fosse da sempre scontato, o che non abbia più senso il porsi degli interrogativi sulla natura e sul senso della Poesia. Anche in questa silloge Chiellino, non da Filosofo ma da Poeta (anche se sarebbe ora che si tornasse all’antico quando non vi era separazione o distinzione tra le due figure) continua la sua particolare gnoseologia. Illuminante, in proposito, la lirica La vite (che per certi versi rimanda a Die Eichbäume di Hölderlin, solo che in questo caso il riferimento non va alle querce ma alla vite, alla sua simbologia densa e vitale, alla sua solidità che le consente, sia pure in modo contorto, di prosperare su un terreno duro, argilloso, arido per fornire il più prezioso nettare), in cui la prodigiosa pianta mirabilmente situata, come l’uomo, tra le due sfere dell’Alto e del Basso, dello Yang e dello Yin, porge “… al poeta / la fiamma creatrice / e il sotterraneo gelo / nel calice lucente / della sillaba che si fa parola / e cresce in canto”. Una versificazione d’altri tempi, che non esita a chiedersi “In quale inchiostro intingono la penna / i poeti del circolo di Dio, / gl’inventori del verbo”; o che, finalmente, sa trasmettere delle certezze fondanti: “Nessun dilemma turberà il viaggio / trovato il giusto passo / verso la nuova Luce”. Chiellino: ancora una volta testimone del nostro esser-ci, profeta di futuri tempi a venire che si spera sappiano ancora una volta coniugare la sophìa con l’arethè, il kalòn con l’agathòn, ossia la Saggezza con la Virtù morale, il Bello estetico con il Buono etico: “dove stagna il silenzio cresce il canto, / dove domina l’ombra nasce l’alba / e dove la vittoria della luce / fulgida svetta, trova la notte / inaspettato regno / nel gioco dell’eterno mutamento”.

Fonte: GENESI EDITICE


Leggi anche:
Un punto della Calabria: Stalettì (A Nicola Silvi)
di GIOVANNI CHIELLINO

Oggi il lancio di “Donne Italiane”, il primo disco de Le Rivoltelle

Pramantha Arte


La bellissima esperienza avuta in occasione della nostra organizzazione del "Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura" che ha previsto - tra le altre cose - il concerto de Le Rivoltelle, confermando una carica energetica, una qualità musicale e un coinvolgimento totale, ci induce a promuoverle e a segnalare l'uscita del loro primo disco.

E’ fissato infatti per oggi il lancio di "Donne Italiane", il primo album de Le Rivoltelle. Si corona così un lungo e impegnativo percorso artistico e discografico cominciato con il successo del singolo "La Notte" e culminato con l'inedito "Donne Italiane", la canzone che dà il titolo all'album e che in questi giorni la band sta promuovendo in tutte le radio e tv italiane.
Donne Italiane è un tributo tutto femminile che le quattro musiciste fanno all’Italia in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità. Il brano omonimo è un inno a tutte le donne celebri che hanno reso l'Italia un paese migliore, ma anche alla donna comune che «giorno per giorno riesce a cambiare questa nazione».
La distribuzione dell’album su tutto il territorio nazionale è stata affidata alla Edel, marchio leader a livello internazionale (Duran Duran, Simply Red, Incognito, Kool & Gang, Moby, Massimo Ranieri, PFM, Modà, Zero Assoluto, etc.). Grazie all’accordo con la Edel, sarà possibile ascoltare Donne Italiane anche presso le apposite colonnine presenti in tutti i punti vendita della catena Feltrinelli.
Registrazioni, editing e mix sono stati invece realizzati presso il Crescendo Studio e l’eccellente sound ottenuto è stato affidato al mastering del prestigioso Metropolis Studios di Londra, dove incidono i loro dischi celebrità come Queen, U2, Amy Winehouse, Anastacia, Simply Red, Green Day, Placebo, etc.
Donne Italiane contiene 3 inediti e 11 cover di grandi successi che Le Rivoltelle rileggono in chiave moderna, fondendo stili e generi diversi come lo ska, il rock e il reggae. E’ prodotto da Cristiani Music Italy per TroTro Music, con la direzione artistica di Mimmo Cristiani e la direzione management di Daniela Tripodi.
In vendita presso tutti i negozi di dischi, megastore, catene di distribuzione, music store digitali e sul sito della Cristiani Music Italy -
www.cristianimusic.it


Tracking List:
1. GUARDA CHE LUNA
2. SE BRUCIASSE LA CITTÀ
3. ITALIA
4. LA NOTTE
5. TANGO E STOP (inedito)
6. MA CHE FREDDO FA
7. DICITENCELLO VUJE - TU SI ‘NA COSA GRANDE
8. DONNE ITALIANE (inedito)
9. STORIA D’AMORE
10. SE MI LASCI NON VALE
11. VALENTINA (inedito)
12. LAMETTE
13. SORELLE D’ITALIA
14. SUD JAMU
‘U Ciucciariaddru - La Zitella - Tata ca muaru
Malarazza (Tu ti lamenti... ma che ti lamenti?)

venerdì 6 maggio 2011

Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica

E' stato un successo. Si lavora già per la seconda edizione.

Pianopoli. Intensa, insolita e ricca la giornata dedicata alla Festa del lavoro dal Comune di Pianopoli lo scorso 1° Maggio. Nonostante il cattivo tempo abbia scandito i momenti previsti dal programma a colpi di pioggia, l’entusiasmo e il lavoro degli artisti ospiti della manifestazione e la curiosità e la partecipazione della gente non sono stati compromessi.

Arte, discussione, teatro e musica si sono susseguiti come previsto, regalando momenti di vera condivisione con la mostra, l’installazione urbana, l’incontro, la performance teatrale e il concerto, dando anima e corpo allo slogan che ha caratterizzato questa prima edizione del “Pianopoli 1° Maggio” Lavoro è Cultura, ma, soprattutto, dando anima e corpo al messaggio dirompente che Pianopoli ha lanciato dal profondo sud Italia con indiscutibile energia, e cioè che: impegno, passione, conoscenza, azione, autonomia, pensiero critico e libera espressione producono lavoro.

Nell’intenzione del sindaco Gianluca Cuda, in totale sintonia con il direttore artistico Maria Rosaria Gallo, la manifestazione ha voluto suggerire e rappresentare un modo diverso di affrontare la questione lavoro, contrastando i toni retorici, patetici e vittimistici che solitamente caratterizzano questo fondamentale tema nel dibattito politico.

“La volontà - afferma il sindaco Cuda - è stata quella di lanciare un invito e una provocazione alla responsabilità verso più direzioni: frontale, ai singoli cittadini giovani e non più giovani; obliqua, a chi governa, mortificandola, una terra ricca e inesauribile di risorse umane e naturali come la Calabria; verticale, a chi ha il compito di contrastare una politica sciacalla che giorno dopo giorno distrugge le istituzioni e demolisce la società dalle fondamenta, non investendo qualitativamente nell’istruzione, nella formazione, nella ricerca e nella tanto abusata parola meritocrazia”.

La giornata del lavoro pianopolitana ha coinvolto tutte le fasce sociali e non ha trascurato nessun aspetto. La mostra Imagocrazia. Effetti collaterali (aperta fino a sabato 8 maggio, tutti i giorni con orari 10.30/12.30 - 17.30/19.30) ha rappresentato il momento dell’analisi del nostro tempo, mettendo in scena la caratteristica principale della vita contemporanea: la supremazia e il potere dell’immagine sulla vita degli individui e i condizionamenti di questa supremazia nei processi di formazione identitaria dei soggetti e, dunque, nel loro rapporto con il mondo. Tra pittura, scultura, fotografia e videoarte, si rivendica la naturale forza trasformante del lavoro in tutta la sua estensione e umanità nelle opere di: AVaspo in cui Lavoro è Esperienza estetica; Amélie Waldberg in cui Lavoro è Liberazione; Brunivo Buttarelli in cui Lavoro è Natura; Edita Voveryte con Lavoro è Sogno; Kristina Kurilionok in cui Lavoro è Identità.

L’installazione urbana Il Precariato di Pasquale Maria Cerra ha rappresentato il momento della denuncia, con una allegoria della condizione di sospensione e assenza di prospettive in cui versa quella parte di società che dovrebbe rappresentare la produttività e il futuro. L’incontro/dibattito, squisitamente condotto dalla giornalista televisiva Ketty Riolo, ha rappresentato un reale momento di confronto, delineando - non senza sofferenza - uno scenario di lavoro possibile nelle testimonianze degli ospiti/relatori (professionisti provenienti dai più svariati ambiti - ricerca, divulgazione, agricoltura, turismo, informazione) così come nelle testimonianze del pubblico presente. La performance teatrale ha rappresentato il momento della memoria storica nel racconto di Nino Racco di Storia di Salvatore Giuliano e la strage di Portella della Ginestra del 1° Maggio 1947. Nella travolgente musica de Le Rivoltelle, il concerto ha rappresentato, infine, l’energia, la sapienza e la determinazione di cui la Calabria è capace e con cui può e deve proiettarsi nel futuro.

Uno dei momenti chiave della festa del lavoro di Pianopoli che sintetizzano il significato dell'intera manifestazione è stato l'omaggio a Yuri Gagarin (primo uomo nello spazio) curato da Tommaso Sorrentino. Un momento dedicato all'avventura spaziale al fine di ricordare e ribadire quali frontiere l’uomo è capace di oltrepassare se si affida alla conoscenza, all’abilità e alla padronanza di sé. E proprio le parole dell'astronauta, immediatamente successive a quella incredibile esperienza, rammentano quale deve essere il dovere, dunque, il lavoro umano: "Girando intorno alla terra nella mia navicella spaziale mi sono meravigliato della bellezza del nostro pianeta. Popoli del mondo, preserviamo e miglioriamo questa bellezza, non distruggiamola" (Yuri Gagarin, 12 aprile 1961).

Il sindaco di Pianopoli e la sua comunità, soddisfattissimi, sono già all’opera per la seconda edizione.

Leggi anche:
Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica (presentazione)


sabato 30 aprile 2011

SBSAE-CAL: apertura primo maggio 2011


Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Regionale per i Beni Culturali
e Paesaggistici della Calabria
SOPRINTENDENZA P
ER I BENI STORICI, ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI DELL
A CALABRIA

Galleria Nazionale di Cosenza
Cosenza, Palazzo Arnone – 1 maggio 2011
Museo Statale di Mileto
Mileto (VV) – 1 maggio 2011


La Galleria Nazionale di Cosenza rimarrà aperta al pubblico, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, anche in occasione della festività del primo maggio.
Sarà possibile ammirare la prestigiosa raccolta di dipinti costituita da opere di Mattia Preti, il più grande pittore della regione e di Luca Giordano, il più rinomato e importante pittore barocco napoletano. Accanto ad esse figurano, nella collezione cosentina, altre testimonianze di grandi maestri, fra i quali Pacecco de Rosa, Massimo Stanzione, Jusepe de Ribera, Sebastiano Conca, Corrado Giaquinto e Francesco Cozza. Potranno essere apprezzati, inoltre, i 38 capolavori della Collezione Banca Carime, opere donate in comodato d’uso da Banca Carime al Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Potrà essere visitato, sempre negli stessi orari, anche il Museo Statale di Mileto. Ospitato in un edificio ottocentesco il Museo espone un cospicuo patrimonio d’arte di notevole rilevanza, che abbraccia un arco temporale compreso fra l’età tardo imperiale e l’Ottocento.

Galleria Nazionale di Cosenza


Museo Statale di Mileto - San Nicola

Museo Statale di Mileto - San Fortunato

Galleria Nazionale di Cosenza
Museo Statale di Mileto

1 maggio 2011
orario di apertura al pubblico:
Ore 10.00 – 18.00

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici
ed Etnoantropologici della Calabria

Soprintendente: Fabio De Chirico

Galleria Nazionale di Cosenza
Cosenza, Palazzo Arnone
Museo Statale di Mileto
Mileto (VV)
1 maggio 2011
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici
ed Etnoantropologici della Calabria

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

giovedì 28 aprile 2011

Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica

Il Comune di Pianopoli e Pramantha Arte invitano alla prima edizione del Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura, affidata alla direzione artistica di Maria Rosaria Gallo.


Lavoro è Cultura è lo slogan scelto per esprimere lo spirito con cui Pianopoli (nella foto a sinistra) contribuisce alla manifestazione.
Una identificazione che, insieme ad un programma dedicato all’arte, al teatro e alla musica, apre uno spazio di riflessione critica e propositiva sul tema del lavoro, ribadendone l’urgenza e spogliandolo dai toni univoci del lamento e della rivendicazione passiva.

L’intera giornata è scandita da cinque essenziali momenti. Parte al mattino (ore 11.30 via XX Settembre) con l’inaugurazione della mostra collettiva d’arte contemporanea Imagocrazia. Effetti Collaterali e l’installazione urbana Il Precariato di Pasquale Maria Cerra; prosegue nel pomeriggio (ore 17.00 Sala Consiliare) con l’incontro/dibattito Lavoro è Cultura. Tra vecchi e nuovi scenari sociali, passione e responsabilità dei singoli. Il lavoro possibile; continua in strada (ore 19.00 Corso Roma), sulla via principale della cittadina con la performance teatrale Il Mondo dei Cantastorie di Nino Racco; termina alla sera con l’esilarante concerto ska rock reggae di Le Rivoltelle (ore 21.30 Corso Roma).

Un concentrato di esperienze che, nel progetto del direttore artistico, rilancia la domanda sulla questione lavoro con l’intento di “ribadirne la forza e la ricchezza sempre e continuamente espresse nelle attività umane, saperne riconoscere le nuove forme e, soprattutto, saperne intuire le nuove prospettive alla luce dei rivoluzionari e inarrestabili mutamenti che l’era della tecnica e della comunicazione globale comportano nei sistemi sociali e nella concezione della vita stessa.”

Un progetto culturale racchiuso in una giornata simbolica che si arricchisce di significati forti a Pianopoli, incontrando l’esigenza e la sensibilità del sindaco Gianluca Cuda che - con parole decise e fuor di retorica - introduce l’evento affermando: “Nessuna occasione più che la Festa del lavoro dovrebbe risultare dirompente nella coscienza di chi amministra e di chi governa. La questione del lavoro costringe a confrontarsi con i temi propri della politica - il futuro, il benessere, l’emancipazione, la giustizia e così via; costringe ad un’esame di coscienza sul proprio operato, sull’individuazione dei propri doveri e sul ruolo che ciascuno ha, a partire dalle proprie capacità e potenzialità; ma, soprattutto, costringe a confrontarsi con la realtà per capirla, comprenderne i disagi, individuarne i mali, leggerne i cambiamenti e creare le condizioni per trasformarla”.

Allora, a Pianopoli questo 2011 si festeggia il lavoro con approccio costruttivo e critico, mettendo in evidenza i termini salienti della nostra attualità attraverso cinque momenti unici e imperdibili.

La Mostra. IMAGOCRAZIA. Effetti collaterali mette in scena la caratteristica principale della vita contemporanea: la supremazia e il potere dell’immagine sulla vita degli individui e i condizionamenti e le influenze di questa supremazia nei processi di formazione identitaria dei soggetti e, dunque, nel loro rapporto con il mondo. Attraverso un viaggio poliglotta tra pittura, scultura, fotografia e videoarte, cinque sezioni declinano gli effetti collaterali del regime, svelandone i meccanismi e rilevandone le contraddizioni; ma allo stesso tempo, rivendicando la naturale forza trasformante del lavoro in tutta la sua estensione e umanità: AVaspo con IMAGOCRAZYA (Lavoro è Esperienza estetica); Amélie Waldberg con IMAGOPATIA (Lavoro è Liberazione); Brunivo Buttarelli con IMAGOMUNDI (Lavoro è Natura); Edita Voveryte con IMAGONIA (Lavoro è Sogno); Kristina Kurilionok IMAGOMANIA (Lavoro è Identità).

L’installazione. L’installazione urbana di Pasquale Maria Cerra è dedicata ad uno dei temi più delicati e tristi del nostro tempo: il Precariato. Giocata sulla proiezione di esistenze che non arrivano a costruzione identitaria, di sagome dal profilo estetizzante ma dalla realtà fatiscente, l’installazione è una allegoria della condizione di sospensione e assenza di prospettive in cui versa quella parte di società che dovrebbe rappresentare la produttività e il futuro.

L’incontro/dibattito. Introdotto da Maria Rosaria Gallo e moderato da Ketty Riolo, Lavoro è Cultura. Tra vecchi e nuovi scenari sociali, passione e responsabilità dei singoli. Il lavoro possibile è un incontro nel quale il tema del lavoro viene affrontato muovendo da testimonianze concrete di impegno, passione, resistenza e produttività nei più svariati settori (Peppe Liberti, ricerca; Antonio Bruno Umberto Colosimo, divulgazione; Mauro Notarianni, informatica; Tania Pascuzzi, turismo; Francesca Filippa, artigianato; Raffaele Mangani, agricoltura; Gianfranca Bevilacqua, intraprendenza), mettendo in evidenza l’importanza di valori come innovazione, inventiva, conoscenza, capacità di comunicazione e di informazione, per intraprendere una relazione produttiva con il mondo attuale, da protagonisti, attraverso il lavoro.
E proprio al fine di ricordare e ribadire quali frontiere l’uomo è capace di oltrepassare se si affida alla conoscenza, all’abilità e alla padronanza di sé, l’incontro termina con un omaggio video a Yuri Gagarin (primo uomo nello spazio) curato da Tommaso Sorrentino.

Il teatro. Con la performance di Nino Racco, il momento teatrale propone una delle figure più tradizionali della cultura popolare, il Cantastorie, che nel lavoro sperimentale dell’attore e regista di Bovalino, ha trovato spazio e vita anche in Calabria. Il mondo dei Cantastorie è uno degli spettacoli del repertorio di Nino Racco. Un libero montaggio di storie brevi, canti e racconti popolari che da sempre ispirano la teatralità meridionale, da cui Nino Racco attinge avidamente nel procedere della sua ricerca e nell’affinarsi della sua sperimentazione, gravitando magistralmente tra improvvisazione e costruzione, originarietà e universalita.
Nel collage atteso, anche uno stralcio di Storia di Salvatore Giuliano, che rappresenta l’esordio della sua avventura nel 1989, attraverso la messa in scena di una storia ancora attuale, ritornata alla ribalta con la decisione della Procura di Palermo, nell’ottobre 2010, di riesumare il corpo del bandito e riaprire il caso, tra l’altro legato all’ancora irrisolta strage di Portella della Ginestra avvenuta proprio il 1° Maggio 1947.

Il Concerto. Quattro originalissime rockers calabresi scelgono la musica come arma di ribellione alle consuetudini: sono Le Rivoltelle. Ironia, grinta, personalità e talento ne contraddistinguono lo stile, assolutamente non etichettabile. Band di sole donne, della passione per la musica e l’amore per la canzone italiana, hanno fatto la loro rivoluzione, irrompendo con successo ed energia nel panorama nazionale. Attraverso ritmi e sonorità tutte mediterranee in un abile mix tra chitarre elettriche, sax, violini e percussioni, rvisitano con un tocco graffiante le grandi hit di Caterina Caselli, Mina, Rettore, Nada, Giuni Russo, Loredana Bertè e tanti altri protagonisti. Dopo La Notte, singolo di esordio discografico e cover del successo mondiale del cantautore italo-belga Salvatore Adamo, Le Rivoltelle pubblicano il loro primo album Donne Italiane, in uscita il 10 maggio.

Ma l’inno alla bellezza e la volontà propositiva con cui si caratterizza il 1° Maggio pianopolitano, non è da confondersi con un’azione di allontanamento dai tratti reali del tema. Anzi, come ribadisce il direttore artistico: “Identificare il lavoro con la cultura, non significa ignorare gli aspetti drammatici che caratterizzano l’attualità del tema (disoccupazione, inoccupazione, cassa integrazione, precariato, emigrazione e quant’altro); al contrario, significa proprio indicare l’unica via percorribile per il superamento di quegli stessi aspetti. La storia insegna che una società libera e civile si misura dal grado di libera espressione e di libera creatività vigente nel tessuto sociale; che solo menti libere e creative possono rapportarsi in modo responsabile e autonomo alla gestione e all’organizzazione del proprio presente nell’ottica di una progettualità rivolta al futuro e alla collettività.”

Dunque, al centro dei pensieri della festa le questioni sono l’autonomia, il futuro, il fare, il crescere, la libertà di espressione e di intraprendenza. La creatività e le competenze. L’intelligenza, la condivisione, la cooperazione. La forza di resistere alle brigate clientelari. La forza di esistere ed esprimere un senso di responsabilità e passione che possa spostare l'asse del discorso dal lavoro che non c'è al lavoro possibile.

Questioni poste con spirito di realtà e passione dallo stesso sindaco Cuda che, senza peli sulla lingua, esprime la sua analisi ed afferma “in un momento storico di totale inquinamento in cui i meccanismi e gli interessi finanziari inquinano la regolamentazione del sistema economico e snaturano la funzione della politica; in un Paese dove l’esaltazione del potere si sostituisce alla responsabilità del governo; in una democrazia in cui il sondaggio d’opinione produce sistematicamente il consenso mentre la messa in vendita dell’appartenenza distrugge qualsiasi discorso di meritocrazia; in un sistema in cui le istituzioni sono prese d’assalto giorno per giorno e si distruggono i punti di riferimento ai cittadini; e, infine, in una terra in cui affarismo, malaffare e corruzione incontrano il compiacimento della politica, rendendo forte il sistema ‘ndrangheta e scaraventando nel cemento del clientelismo e delle costruzioni selvagge, eccellenze e risorse umane e naturali, riducendo le parole emigrazione e futuro a meri spot elettorali, assalito da un senso di impotenza, mi sono chiesto: ma cosa mai potrà fare il sindaco di una piccola comunità, per la sua stessa comunità, per mantenere fede alla sua funzione e reagire a tutto ciò?
La risposta era più vicina e semplice di quanto immaginassi: produrre occasioni di fattibilità e promuovere valori costruttivi. Semplicemente continuare a credere e praticare quei valori nei quali sono cresciuto e che contraddistinguono il mio modo di intendere l’amministrazione: impegno, concretezza, servizio.
E’ con questo spirito che Pianopoli partecipa ai festeggiamenti del 1° Maggio lanciando la prima edizione della manifestazione sull’eco dello slogan Lavoro è Cultura”.

CATALOGO + PROGRAMMA (pdf)

AVASPO IMAGOCRAZYA, Lavoro è esperienza estetica



Voveryte IMAGONIA, Lavoro è Sogno



Waldberg IMAGOPATIA, Lavoro è Liberazione

Concerto al Conservatorio di Cosenza: David Shemer , clavicembalo - Laura Pontecorvo, flauto barocco


Concerto
David Shemer, clavicembalo
Laura Pontecorvo, flauto barocco

Aula Magna del Conservatorio

28 aprile ore 19.00

Ingresso libero

Master class di Clavicembalo
e Musica d'Insieme per strumenti antichi

M° David Shemer

28/30 aprile - Aula Magna del Conservatorio


Master class di clarinetto e clarinetto basso

M° Paul Roe 29/30 aprile - Aula Magna del Conservatorio

Il Conservatorio di Cosenza prosegue l’intensa attività di scambi internazionali: con la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda è salito a 57 il numero dei partner Erasmus dell’Istituto musicale cosentino. Nei prossimi giorni qualificati ospiti arricchiranno ulteriormente l’offerta formativa del “Giacomantonio”, in differenti settori disciplinari. Il M°David Shemer, clavicembalista, direttore e insegnante israeliano, tra l’altro fondatore e direttore musicale della Jerusalem Baroque Orchestra, terrà una master class dedicata a Clavicembalo e Musica d'Insieme per strumenti antichi dal 28 al 30 aprile. Shemer e la docente del Conservatorio di Cosenza Laura Pontecorvo, al flauto traverso barocco, terranno un concerto nell’Aula Magna del Conservatorio il 28 aprile alle ore 19. In programma musiche di Johann Sebastian Bach e del figlio Carl Philipp Emanuel. L’ingresso è libero. Nei giorni 29 e 30 aprile il Conservatorio ospiterà inoltre il M° Paul Roe per una master class su clarinetto e clarinetto basso in cui avrà larga parte la musica di autori di scuola irlandese, di cui Roe fa parte. Il Conservatorio ha il piacere di annunciare il successivo appuntamento concertistico: il 5 maggio alle ore 20.30 sarà inaugurata a Cosenza la Casa della Musica. Sì esibirà l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Giacomantonio” diretta da Donato Sivo.

PROGRAMMA DEL CONCERTO

David Shemer, clavicembalo
Laura Pontecorvo, flauto traverso barocco


C.P.E. Bach
Sonata in Mi minore per traversiere e basso continuo Wq 124
Adagio - Allegro - Minuetto con 2 variazioni (Francoforte 1737)

J. S. Bach 4 Duetti BWV 802 – 805 (Clavierübung Part 3)
Mi minore; Fa Maggiore; Sol maggiore; La minore

J.S. Bach
Partita No 3, in La minore, BWV 827 (Clavierübung Part 1)
Fantasia – Allemande – Corrente – Sarabande – Burlesca – Scherzo – Gigue

CPE Bach
Sonata in Re maggiore per traversiere e cembalo obbligato Wq. 83
Allegro un poco – Largo - Allegro (Potsdam 1747)

lunedì 25 aprile 2011

25 Aprile - Festa della Liberazione


E' il più bel video sulla Lotta di Liberazione che io abbia mai visto... Sono i volti di coloro che hanno compiuto il più grande atto di coraggio e d' amore della nostra storia: la Resistenza!

Per non dimenticare... per continuare a lottare... per la dignità e la libertà del nostro Paese... per non rassegnarci alla volgarità e al "merdume" che ci stanno coprendo d'ignominia... per tornare a essere un Paese umano e solidale...

25 aprile 1945-2008… 2011… sempre!


domenica 24 aprile 2011

Risuscitò - Ressuscitou


"Utopie calabresi"
augura una Santa Pasqua a tutti i suoi lettori.

O "Utopie calabresi"
deseja uma Santa Páscoa a todos os seus leitores.

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.
Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse: "Maria!". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro! Gesù le disse: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il Signore" e anche ciò che le aveva detto.
Giovanni 20, 1-18

Giotto di Bondone (1267-1337), Cappella Scrovegni a Padova,
Resurrezione (Noli me tangere)



No primeiro dia que se seguia ao sábado, Maria Madalena foi ao sepulcro, de manhã cedo, quando ainda estava escuro. Viu a pedra removida do sepulcro. Correu e foi dizer a Simão Pedro e ao outro discípulo a quem Jesus amava: Tiraram o Senhor do sepulcro, e não sabemos onde o puseram! Saiu então Pedro com aquele outro discípulo, e foram ao sepulcro. Corriam juntos, mas aquele outro discípulo correu mais depressa do que Pedro e chegou primeiro ao sepulcro. Inclinou-se e viu ali os panos no chão, mas não entrou. Chegou Simão Pedro que o seguia, entrou no sepulcro e viu os panos postos no chão. Viu também o sudário que estivera sobre a cabeça de Jesus. Não estava, porém, com os panos, mas enrolado num lugar à parte. Então entrou também o discípulo que havia chegado primeiro ao sepulcro. Viu e creu. Em verdade, ainda não haviam entendido a Escritura, segundo a qual Jesus devia ressuscitar dentre os mortos. Os discípulos, então, voltaram para as suas casas. Entretanto, Maria se conservava do lado de fora perto do sepulcro e chorava. Chorando, inclinou-se para olhar dentro do sepulcro. Viu dois anjos vestidos de branco, sentados onde estivera o corpo de Jesus, um à cabeceira e outro aos pés. Eles lhe perguntaram: Mulher, por que choras? Ela respondeu: Porque levaram o meu Senhor, e não sei onde o puseram. Ditas estas palavras, voltou-se para trás e viu Jesus em pé, mas não o reconheceu. Perguntou-lhe Jesus: Mulher, por que choras? Quem procuras? Supondo ela que fosse o jardineiro, respondeu: Senhor, se tu o tiraste, dize-me onde o puseste e eu o irei buscar. Disse-lhe Jesus: Maria! Voltando-se ela, exclamou em hebraico: Rabôni! (que quer dizer Mestre). Disse-lhe Jesus: Não me retenhas, porque ainda não subi a meu Pai, mas vai a meus irmãos e dize-lhes: Subo para meu Pai e vosso Pai, meu Deus e vosso Deus. Maria Madalena correu para anunciar aos discípulos que ela tinha visto o Senhor e contou o que ele lhe tinha falado.
João 20, 1-18

Scorcio della piccola cappella collocata all'interno della Basilica del Sepolcro di Gerusalemme, secondo la tardizione situata nel luogo dove si trovava la piccola grotta del sepolcro, demolita con la crostruzione della chiesa. Sulla destra si nota il ripiano dove fu adagiato il corpo di Gesù.

sabato 23 aprile 2011

Buona Pasqua! - Feliz Páscoa!


Ringraziamo gli amici Argos, Tétis e Poseidón,
del blog portoghese Um Farol chamado Amizade,
per i loro simpatici auguri di Buona Pasqua,
e li giriamo volentieri a tutti i lettori di
"Utopie calabresi"!

Queridos amigos Argos, Tétis e Poseidón,
agradeçemos e retribuimos os votos
para uma Feliz Páscoa!
Gostámos muito do selinho e, sobretudo,
dos docinhos...
Muito obrigado!

mercoledì 20 aprile 2011

Giustizia, Di Pietro: "premier porta avanti strategia della tensione"


"Il premier porta avanti una nuova strategia della tensione. Se qualcuno più folle di lui segue i suoi deliri e compie un insano gesto contro i pm sarà solo un esecutore materiale. Il mandante è Berlusconi, con i suoi comizi e manifesti. Con l`aggravante del dolo". Così il leader dell`Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un`intervista pubblicata oggi dal settimanale "A".

venerdì 15 aprile 2011

STALETTI’ - DA ANNITA GARIBALDI UN OMAGGIO AD ACHILLE FAZZARI


Nell’ambito delle celebrazioni stalettesi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, volute dall’Amministrazione Comunale e predisposte dalla Biblioteca “Vivarium”, già avviate a cominciare da giugno 2010, si è svolta, il 13 aprile scorso, una cerimonia commemorativa del garibaldino, parlamentare ed imprenditore, Achille Fazzari.
A rendere omaggio alla figura di questo illustre stalettese è intervenuta Annita Garibaldi, pronipote di Giuseppe Garibaldi, che ha deposto una corona di alloro accanto all’erme di Fazzari inaugurata, il 19 novembre 2010, per il centenario della sua morte.
In ricordo dell’evento è stata scoperta una lapide in marmo contenente la seguente epigrafe: Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia / ANNITA GARIBALDI / (pronipote di Giuseppe Garibaldi) / qui / rese omaggio alla memoria di / ACHILLE FAZZARI / onorando l’amicizia che lo legava / ai suoi avi / L’Amministrazione Comunale di Stalettì / in ricordo , pose / Addì, 13 Aprile 2011.
Alla cerimonia erano presenti le autorità civili, militari e religiose ed un numeroso pubblico composto prevalentemente dai bambini delle scuole primarie di Staletti, San Floro e Borgia.
L’evento è stato inserito nella più ampia manifestazione celebrativa dal titolo “Giuseppe Garibaldi e la Calabria nell’Unità d’Italia” organizzata dall’associazione culturale “Castellitini” di San Floro che ha voluto fortemente la presenza di Annita Garibaldi in Calabria garantendo, in tre giornate, importanti eventi culturali a Castrovillari e all’Università di Cosenza, a Stalettì, e a San Floro, a Soriano e Pizzo Calabro.
La manifestazione è stata patrocinata dall’Ufficio Scolastico Regionale “Calabria”, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “A.Pitaro” di Borgia, l’Istituto Comprensivo “Vivariense” di Squillace, il Comando Legione Carabinieri “Calabria” e il Comando Militare Esercito “Calabria” e la Pro Loco “Copanello” di Stalettì che ha donato, ad Annita Garibaldi e al Presidente dell’Associazione culturale “Castellitini” due cofanetti con targhe ricordo.
La cerimonia stalettese si è conclusa con la visita alla biblioteca “Vivarium” dove era allestita la mostra sul Risorgimento italiano. Successivamente, con altre iniziative, sono proseguite le cerimonie a San Floro e nel pomeriggio al museo militare (MUSMI) di Catanzaro.
 

Alcune immagini della cerimonia stalettese:



Annita Garibaldi


ACHILLE FAZZARI SU "UTOPIE CALABRESI":
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