venerdì 1 marzo 2013

MACA - CONCORSO YOUNG AT ART 2013
Home is Where the Art is

Il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), in collaborazione con l’associazione Oesum Led Icima, ha indetto la seconda edizione del concorso Young at Art, con il quale intende portare avanti e ampliare il programma di ricognizione e promozione artistica sul territorio calabrese iniziato nel 2012.
L’edizione dello scorso anno, vinta dagli artisti Walter Carnì, Giuseppe Lo Schiavo, Armando Sdao, Valentina Trifoglio, Giuseppe Vecchio Barbieri e dal duo {movimentomilc}, formato da Michele Tarzia e Vincenzo Vecchio, intendeva promuovere la scelta di chi aveva deciso di continuare a operare entro i confini regionali, nonostante le difficoltà che ciò comporta, e per questo motivo, nel 2012, il concorso era destinato ai soli artisti Under 35 residenti in Calabria.
Per il 2013, il MACA vuole rinnovare questa riflessione sull’arte come espressione di un territorio, puntando lo sguardo non solo su chi ha scelto di restare, ma anche sui giovani talenti migranti, con la convinzione che in un’opera d’arte siano sempre e comunque presenti la storia e le radici di chi l’ha realizzata. Da qui il sottotitolo dell’iniziativa: Home is Where the Art is (La casa è dov’è l’arte), dove la parola Art si va a sostituire ad Heart (cuore), sottolineando l’aspetto vitale e passionale della creatività artistica.

Il concorso Young at Art 2013 è aperto a tutti gli artisti nati in Calabria non prima dell’1/1/1978.
Coloro che vorranno partecipare dovranno inviare, entro e non oltre il 24/3/2013, 5 immagini di opere (o 3 video) e un breve curriculum artistico, in cui siano indicati data e luogo di nascita, al seguente indirizzo e-mail: info@museomaca.it. Non vi sono restrizioni legate al tema dei lavori proposti, né ai media espressivi utilizzati. Gli artisti sono invitati a consultare il bando scaricabile dal sito www.museomaca.it.

Il concorso Young at Art è finalizzato alla realizzazione di un’esposizione collettiva itinerante, in cui verranno presentate e promosse le opere degli artisti vincitori, che si svilupperà attraverso quattro tappe, di cui: due al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) – la prima delle quali prenderà il via il 20 aprile p.v. –; una in luglio, durante la Biennale d’Arte Contemporanea Magna Grecia di San Demetrio Corone (Cs); e l’ultima a Torino, nel mese di novembre, in concomitanza con la fiera d’arte contemporanea Artissima. Ad esse si affiancherà un’esposizione nel “museo virtuale” del sito www.mediocratitour.it, messo a disposizione dalla BCC Mediocrati, con il supporto di Alphabeti srl.

Il progetto Young at Art rientra nell’ambito del programma MacArtCalabriaProject, che fa parte della rete di eventi finanzianti dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attuazione del Progetto Integrato di Sviluppo Regionale Arte Contemporanea in Calabria. Piano Regionale per L’Arte Contemporanea in Calabria. Linea di intervento 5.2.2.4 del POR FESR 2007/2013 – Azioni per lo sviluppo dell’Arte Contemporanea in Calabria.

SCARICA IL BANDO 

Giuseppe Lo Schiavo, I Stay Here, 2012
cm 40x 65, fine art print

MACA (Museo Arte Contemporanea Acri
Piazza Falcone 1, 87041 Acri (Cs)
Tel. 0119422568
www.museomaca.it
info@museomaca.it

martedì 26 febbraio 2013

Elezioni politiche 2013

Un "commento" che arriva da lontano...

"Tutti gli italiani fanno politica, e la politica è considerata l'arte delle arti fra noi. La ragione è che in un mondo tanto insicuro come il nostro, la politica rappresenta la difesa non sociale, e non della collettività, ma dei singoli uno per uno. La politica italiana è tutta ora nella manovra politica, cieca a tutto quello che è fuori. Diffidenza ed egoismo dovuti all'eccessivo individualismo italiano. Il fascismo ha sciupato purtroppo uno slancio quasi fisiologico dell'Italia, da cui poteva venire fuori un paese rinnovato".

CORRADO ALVARO - 1944

Corrado Alvaro in un ritratto di Renato Guttuso

venerdì 22 febbraio 2013

Berlusconi, l’animale mediatico che non usa la parola “mafia”

Una lacuna lessicale dolosa, che va oltre la collusione, perché sottende voragini etiche e civili incommensurabili. 

di Domenico Condito

Silvio Berlusconi, da perfetto animale mediatico, è molto abile nella gestione della sua campagna elettorale. Nella caccia ai voti nulla è lasciato al caso. Quando si reca in uno studio televisivo, ad accompagnarlo ci sono persino un truccatore, un tecnico delle riprese e un esperto di luci, oltre al solito assistente e al fido Bonaiuti. E ogni suo intervento è preparato scientificamente a tavolino. Parole, gesti, concetti, e persino le barzellette, vengono passati al vaglio di un team di professionisti molto qualificati: sondaggisti, psicologi del comportamento, pubblicitari, esperti di comunicazione e curatori dell’immagine. Tutti tecnici della manipolazione del consenso fra i più competenti esistenti oggi sul mercato. Altro che boutade, strafalcioni e cadute di stile. Berlusconi utilizza, in modo spregiudicato, una sofisticata strategia “manipolatoria” che ha solide basi scientifiche. Ed è ciò che lo rende “pericoloso”, conferendo una formidabile capacità di persuasione alla sua naturale propensione eversiva. 

Come insegnò B. F. Skinner [1] nel secolo scorso, è possibile applicare il metodo scientifico allo studio del comportamento. Le condotte umane, cioè, possono essere analizzate sulle stesse basi utilizzate dalle scienze naturali per interpretare, prevedere e controllare gli eventi. È possibile, infatti, una “analisi funzionale” del comportamento umano, sia individuale che collettivo, che consente di individuare gli elementi ultimi, esterni all’individuo, che lo determinano. Isolare tali “variabili”, e comprendere le leggi che le governano, consente di controllare il comportamento, prevederne gli sviluppi e, in ultima analisi, manipolarlo. La più temibile applicazione di questo orientamento delle scienze psicologiche si chiama “condizionamento di massa”. Berlusconi, con il suo staff di esperti, ne è il principale utilizzatore e beneficiario nel nostro paese. È ciò che ha trasformato il Caimano in uno straordinario predatore di voti, capace di macinare diversi punti percentuali di consenso in poche settimane. Una macchina elettorale perfetta che in passato ha stupito con le sue mirabolanti rimonte, e che non mancherà di sorprenderci anche in questa tornata elettorale. Altro che "squadrone" a caccia di improbabili giaguari da smacchiare.

Nelle strategie del controllo sociale le parole sono importanti, e non possono essere lasciate al caso. E se le parole dette servono talvolta a distrarre dai problemi veri, quelle omesse sono in grado di parlare a orecchi in grado d’intenderne i significati. Anche in questo Berlusconi è maestro, alla stregua delle società segrete o delle organizzazioni omertose. Non è casuale che in Sicilia, durante la sua tappa elettorale a Palermo, non abbia mai pronunciato la parola “mafia”, mentre ha parlato dell’abolizione dell’IMU, della magistratura come “cancro della società”, di una legge per consentire il rilascio dalla galera su cauzione e del ponte sullo stretto. Tutti argomenti capaci di richiamare l’attenzione delle consorterie affaristiche e criminali, e che non sollecitano affatto una sollevazione etica e civile contro di esse. E sono i mafiosi e i corrotti il vero cancro del paese, e non i magistrati che li combattono. Ecco perché l’atteggiamento omertoso sulla mafia è una pericolosa e imperdonabile "dimenticanza" con dolo. Nessun progetto politico è credibile se non considera fra le sue priorità la lotta alle mafie che, insieme alla corruzione e all’evasione fiscale, stanno affamando l’Italia.

I costi economici e sociali dell’illegalità sono enormi: 150 miliardi, il fatturato della criminalità organizzata, secondo la Commissione parlamentare antimafia (e 180 mila posti di lavoro persi al Sud, secondo il Censis); 60 miliardi il costo pubblico della corruzione secondo la Corte dei conti; 120 miliardi di evasione fiscale, stima il ministero dell’Economia, con l’Italia al primo posto in Europa per la quota di reddito non dichiarato, il 51,1 per cento secondo un recente studio di Krls-Network of Business Ethic. Così si distrugge il nostro paese e la speranza in un futuro degno per noi e le prossime generazioni.

Nulla di tutto ciò è presente nei discorsi del Caimano, ma lui promette malevolmente di restituire l’IMU. Un’operazione che vale complessivamente 4 miliardi, che potrà dare un sollievo momentaneo alle famiglie in difficoltà, ma non salverà l'Italia dalla rovina. Non una soluzione ai mali del paese, ma piuttosto un colpevole raggiro che mira a distrarre i cittadini dal vero dramma in cui siamo sprofondati. Ecco perché non possiamo sottacere l’omissione della parola “mafia” da parte dell’ex-premier Berlusconi. Si tratta di una lacuna lessicale dolosa, che va oltre la collusione, perché sottende voragini etiche e civili incommensurabili.

“Nei segni in cui voi formate le parole sono racchiuse le grandi forze e le potenze che fanno girare il mondo, - insegnò (l’angelo Asael) al sommo rabbino. – E sappi che tutto ciò che sulla terra viene formato in parole, lascia le sue tracce nel mondo superiore. (…) Essi vegliano sull’equilibrio del mondo e tu, sconsiderato, tu, granello di sabbia, figlio della polvere, tu una volta lo hai turbato”[2].



[1] B. F. Skinner, Scienza e comportamento, Franco Angeli, 1992
[2] Leo Perutz, Di notte sotto il ponte di Pietra, E/O, 1991

mercoledì 20 febbraio 2013

ART IN PROGRESS - Cantieri del contemporaneo
Minia – installazioni sonoro-visuali e performance

Cosenza – Palazzo Arnone 
22 febbraio 2013


Venerdì 22 febbraio 2013 a Cosenza, Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, ART IN PROGRESS – Cantieri del contemporaneo propone Minia – installazioni sonoro-visuali e performance
Alle ore 18.00, nelle sale dedicate alle mostre temporanee, MENTE (Musica Elettronica e Nuove Tecnologie Ensemble) del Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza presenterà le installazioni sonoro-visuali Minia
I lavori di Minia sono oggetti artistici dinamici realizzati con materiali di varia natura, da quelli “poveri” a quelli più innovativi e avanzati, che modificano nel tempo la loro presenza sonora e/o visuale per mezzo di appositi sistemi hardware e software.
Alle ore 19.00, le sale espositive di Palazzo Arnone ospiteranno un repertorio musicale contemporaneo, solistico e cameristico, in dialogo con le opere della mostra Punti di vista.

PROGRAMMA 
ore 18.00 - piano terra:

Minia - installazioni sonoro-visuali 
a cura del MENTE (Musica Elettronica e Nuove Tecnologie Ensemble) 
Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza 

Sale espositive mostre temporenee 
Macchina Purpurea di Francesco Galante mostre temporanee 
Vivify di Massimo Palermo 
Silenzio Interiore di Costantino Rizzuti 

Le installazioni resteranno in esposizione fino al 2 marzo 2013, da martedì a domenica (esclusa domenica 24 febbraio), dalle 10.00 alle 18.00.


ore 19.00 - secondo piano:

Minia – performance 
dialogo con le opere di Punti di Vista 

Percorso performativo simultaneo - Sala Trionfo d’Amore  
Filippo Perocco, Il pittore che ha dipinto i tuoi occhi, fiore 
Daniela D’Ambrosio, Annalisa De Simone, flauti dolci 
Antonella C. Conforti, Sabrina Donato, traversieri 

Sala F. De Mura (Collezione Carime) 
Yoshihisa Taira, Maya
Ilaria Montenegro, flauto basso 

Sala P. Negroni (Acquisizioni)
Luciano Berio, Sequenza per clarinetto  
Josè Daniel Cirigliano, clarinetto in sib 
Luciano Berio, Sequenza per violino 
Alessandro Acri, violino 

Sala L. Giordano (Acquisizioni)
- Salvatore Sciarrino, Esplorazione del bianco II  
Giovanni Scarpello, flauto 
Josè Daniel Cirigliano, clarinetto basso 
Francesco D'andrea, violino 
Pietro Morelli, chitarra 
- Arvo Pärt, Fratres 
Fausto Castiglione, violoncello barocco 
Giovanni Marsico, clavicembalo
ART IN PROGRESS - Cantieri del contemporaneo 
Minia – installazioni sonoro-visuali e performance 
Cosenza – Palazzo Arnone
22 febbraio 2013
Direttore artistico Art in Progress: Fabio De Chirico
Coordinamento: Domenico Belcastro

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel: 0984 795639 - fax 0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

Cosenza - Palazzo Arnone

lunedì 18 febbraio 2013

Fratelli d'Italia

Ovvero, la fine ingloriosa della destra italiana 
di Domenico Condito

Abbandonare la nave quando affonda, dopo aver partecipato alle sue avventurose scorribande, è molto poco “onorevole”. Il tentativo poi di “ricollocarsi” al comando di nuove e improbabili imprese può risultare addirittura insolente. Meriterebbe di naufragare nel biasimo generale, ma questo è il paese del comandante Schettino, dove la supponenza prevale sul valore, e l’appetito di potenza rischia di favorire una percezione distorta della propria realtà.
È il caso del Movimento Politico Fratelli d’Italia. I suoi leader più rappresentativi, dopo aver partecipato per lunghi anni ai fasti del potere berlusconiano, hanno abbandonato il Pdl al momento della sua implosione. Ora si propongono di “rifondare l’Italia e rinnovare il centrodestra”. Ma con quale autorevolezza? Alcuni di loro devono a Silvio Berlusconi le folgoranti carriere politiche. E tutti hanno sostenuto in Parlamento, e battagliando nei talk-show televisivi, ogni decisione del comandante supremo, dall’abolizione del falso in bilancio alle leggi ad personam. Fino a sancire con un voto in aula che, nella mente di Berlusconi, Ruby Rubacuori era veramente la nipote di Mubarak! Basterebbe per decretare l’inconsistenza della loro credibilità politica. Ma non è tutto. La più grave responsabilità dei fondatori della nuova consorteria italica è quella di aver riconosciuto alla Lega Nord, forza politica minoritaria, una posizione dominante nel governo del paese. Loro, gli araldi del pletorico amor di patria e dell’indissolubilità della nazione, hanno accettato di governare con una forza politica “eversiva” che persegue l'abbattimento dell'unità nazionale. E tutto ciò per puro calcolo e opportunismo politico. 
Lo Statuto della Lega Nord, approvato nel corso del Congresso Federale Ordinario del 1 – 2 – 3 marzo 2002, all’articolo 1, che definisce le Finalità del partito, recita quanto segue: «Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord - Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana». L’articolo 1, scritto in italiano e non ancora in bergamasco, non lascia spazio ad alcun equivoco. La Lega Nord si configura come una forza politica “eversiva” che persegue, per statuto, la dissoluzione della nazione e la costituzione di uno Stato indipendente e sovrano: la Padania. 
È questa la responsabilità oscena di cui La Russa, Meloni, Crosetto, e tutta la destra di regime, dovranno rendere conto al paese nella prossima consultazione elettorale: non aver posto un argine alla deriva leghista. Sarà la fine ingloriosa di una lunga tradizione politica, quella della destra italiana, che si è lasciata imbrigliare nel patto scellerato tra la Lega e Berlusconi: il federalismo in cambio delle leggi ad personam e dell’impunità del premier. Un progetto non compiutamente realizzato, ma che ha già provocato gravi danni al nostro paese.
La resa dei conti arriverà dalle urne, e il giudizio degli italiani sarà impietoso. Alla "fraternità meloniana" non rimarrà che la via della fuga. Quella dei mùridi, naturalmente, e della corsa forzata verso l'oblio. 

L'Arazzo di Gerace e la pala d'altare "Il Paradiso" torneranno a casa

L'arazzo è un  capolavoro fiammingo di Jan Leyniers. ''Il Paradiso'' è un'opera caravaggesca di Giovanni Battista Caracciolo detto il Battistello.

REGGIO CALABRIA - Presto a casa due eccezionali opere d'arte, l'arazzo di Gerace e la pala d'altare del Battistello, grazie all'intermediazione della Provincia, che ha organizzato un incontro tra i rappresentanti del Fai regionale, della Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici della Calabria, della Diocesi di Locri-Gerace, del comune di Stilo e della Presidenza del Consiglio Regionale, per l'avvio degli interventi previsti dalle convenzioni firmate dai suddetti enti lo scorso 12 Dicembre 2012.

L'arazzo di Gerace, capolavoro fiammingo di Jan Leyniers, proveniente dal Palazzo Arcivescovile, dopo il restauro di cui è stato oggetto, è attualmente custodito presso la Galleria Nazionale - Palazzo Arnone di Cosenza, e, in attesa di ritornare presso il Palazzo Arcivescovile e il Museo Diocesano di Gerace in restauro, sarà quindi esposto presso Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria.

La secentesca pala d'altare ''Il Paradiso'', ultima opera caravaggesca di Giovanni Battista Caracciolo detto il Battistello, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria d'Ognissanti di Stilo e attualmente custodita presso i locali della Soprintendenza BSAE della Calabria a Cosenza, in attesa di far ritorno alla Chiesa Matrice, in restauro, verrà tradotta presso la Chiesa di San Domenico di Stilo. Qui la pala affronterà il necessario intervento di recupero all'interno di un laboratorio in forma di ''cantiere aperto'', la cui richiesta di finanziamento la Soprintendenza ha avanzato nell'ambito dei Fondi Lotto.

Come sancito dalle convenzioni, le spese di trasporto e di assicurazione delle opere, la verifica dei sistemi antintrusione e di climatizzazione degli ambienti destinati ad ospitarle saranno invece a carico dell'Amministrazione Provinciale; ragion per cuila prossima settimana l'Assessore alle Politiche e Pianificazione Culturale - Beni Culturali - Difesa della Legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo, e l'Assessore alla Valorizzazione e Tutela dei Borghi Storici, Mario Candido, presenteranno in Giunta delibere congiunte per il sostenimento delle spese ad essa competenti.
Le due inestimabili opere, espressione dell'alto livello artistico e della complessità dei rapporti culturali intrattenuti dalla nobiltà e dal clero calabresi, saranno così finalmente restituiti alla loro provincia di appartenenza, resi fruibili e valorizzati attraverso una serie di iniziative volte a diffondernet la conoscenza.
All'incontro promosso dagli assessori provinciali hanno preso parte Annalia Paravati, Presidente Fai Regione Calabria, Salvatore Patania, in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, Giacomo Oliva, Direttore del Museo Diocesano e delegato dell'Arcivescovo di Locri-Gerace.

L'arazzo di Gerace di Jan Leyniers 

L'arazzo durante i lavori di restauro

venerdì 15 febbraio 2013

Berlusconi fa "Bunga Bunga" con una giovenca al Carnevale di Rosenmontag


Fonte immagine: Huffington Post

Gli osservatori internazionali guardano con molta preoccupazione all’antieuropeismo di Berlusconi e del Pdl. 
Der Spiegel aveva già classificato l’ex-premier tra i 10 più pericolosi antieuropeisti del nostro continente. Ora è il Partito Popolare Europeo ad averlo messo “sotto osservazione” e non si esclude un provvedimento di esclusione. Le motivazioni sono le dichiarazioni contro l’Europa e l'ennesima alleanza con la Lega, fondata proprio su basi anti-europeiste e anti-moneta unica. Le accuse, antieuropeismo e populismo, sancirebbero con ogni probabilità una "sospensione" del Pdl prima dell'espulsione. Proprio come accadde all'austriaco Wolfgang Schussel e al suo partito xenofobo e antieuropeista qualche anno fa. 
Quest’anno, l’antieuropeismo di Berlusconi ha sfilato anche al Carnevale di Rosenmontag. Un carro allegorico molto irriverente ha rappresentato l’ex premier nudo mentre fa “Bunga Bunga” con una giovenca. Ma i tedeschi non hanno risparmiato una frecciata sarcastica anche al nostro paese: “Euer berlusconi ist zurück”, “Il vostro Berlusconi è tornato” c'è scritto sul carro. Come dar loro torto? Persino la povera vacca ha reagito alla monta del cavaliere... vomitando! E l'Italia? Sosterrà la ri-monta?

giovedì 14 febbraio 2013

La teologia e la "crisi di Dio"

Un pensiero lungimirante...

“La teologia è la negazione di Dio. Che idea bizzarra, mettersi in cerca di argomenti per provare la sua esistenza! Tutti quei Trattati non valgono un’esclamazione di santa Teresa: da quando la teologia esiste, non una sola coscienza ne ha ricavato una certezza in più, perché essa non è altro che la versione atea della fede. Il più modesto balbettio mistico è più vicino a Dio che la Summa theologica. Tutto ciò che è istituzione e teoria cessa di essere vivo. La Chiesa e la teologia hanno assicurato a Dio un’agonia duratura. Soltanto la mistica, di tanto in tanto, lo ha rianimato”. 

E. M. Cioran, Lacrime e santi, Adelphi, 2002, p. 56 


martedì 12 febbraio 2013

Una domanda su Berlusconi

Lascereste vostra figlia da sola con lui? E allora, perché affidargli il governo del paese? 

Non si tratta di essere moralisti o bacchettoni, ma dopo aver assistito all’intervento di Berlusconi alla convention della Green Power, qualche riflessione sulla capacità del cavaliere di contenere le proprie pulsioni sessuali è quanto meno ovvia e opportuna. L’ex-premier, a capo della coalizione che si candida ad assumere il governo del paese, si è rivolto a una promoter del gruppo con una raffica di battute e doppi sensi fra le più volgari della sua carriera. E tutto ciò è accaduto in pubblico.
In altri ambiti, comportamenti simili vengono ascritti a una disinibizione della pulsione e degli istinti sessuali. Sono considerati, cioè, un sintomo, e come tale vengono trattati. Possono essere l’indicatore di un disturbo nevrotico o bipolare, e talvolta sono provocati da farmaci o dall’assunzione di sostanze psicotrope. Non intendo forzare un’interpretazione in chiave psicopatologica dei comportamenti dell’ex-premier, non sarebbe la sede propria, ma l’inadeguatezza di certi agiti dovrebbe perlomeno preoccupare le persone che gli stanno vicino. Forse, quest’uomo ha bisogno di aiuto!
Intendo, però, rivolgere una domanda a ognuno di voi: dopo aver assistito allo spettacolino di Berlusconi, lascereste vostra figlia da sola con lui? E allora, perché affidargli il governo del paese?

lunedì 11 febbraio 2013

ART IN PROGRESS - Cantieri del Contemporaneo
SUD IN PROGRESS

Cosenza – Palazzo Arnone 
14 febbraio 2013 



Giovedì 14 febbraio 2013 a Cosenza, Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, ART IN PROGRESS – Cantieri del contemporaneo propone SUD IN PROGRESS, giornata di confronto e dibattito sull’arte contemporanea. 
Nel corso della giornata sarà presentato il volume "I LUOGHI DEL CONTEMPORANEO - 2012", a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee - Servizio V - Architettura e arte contemporanee. 
Questo il programma previsto: alle ore 10.00 darà inizio ai lavori Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, direttore artistico Art in Progress. Di seguito porteranno i saluti Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Luciano Garella, soprintendente per i Beni Paesaggistici e Architettonici per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone; Alessandro Tenuta, sindaco di Marano Principato; Antonella Calvelli, direttore Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza; Sonia Ferrari, presidente Ente Parco Nazionale della Sila; Maria Francesca Corigliano, assessore alla Cultura Provincia di Cosenza e Mario Caligiuri, assessore alla Cultura Regione Calabria. Relazioneranno: Giovanni Soda, dirigente settore Programmazione ed Internazionalizzazione Provincia di Cosenza, direttore tecnico Art in Progress; Maria Grazia Bellisario, direttore Servizio Architettura e Arte Contemporanee - Direzione PaBAAC; Angela Tecce, direttore di Castel Sant’Elmo, responsabile del progetto "I Luoghi del Contemporaneo - 2012"; Ludovico Pratesi, critico d’arte; Enzo Fiammetta, direttore Museo delle Trame Mediterranee, Fondazione Orestiadi e Alfredo Pirri, artista. Previsti, inoltre, interventi e testimonianze degli artisti e dei curatori delle attività di Art in Progress: Learning by heart, Claudia Zicari; Minia, Ivano Morrone per il Collettivo Musica Elettronica e Nuove Tecnologie Ensemble (MENTE, Musica Elettronica e Nuove Tecnologie Ensemble); Prima Visione, Francesco Urbano e Francesco Ragazzi; Polimaterico, Giuseppe Capparelli; Punti di vista, Ludovico Pratesi e Fabio De Chirico e Urban Superstar, David Vecchiato. 
Nel pomeriggio, alle ore 17.00, nell’androne di Palazzo Arnone, avrà luogo l’inaugurazione della mostra Learning by Heart, a cura di Claudia Zicari con la presentazione delle opere e alcune perfomance esito del cantiere didattico. La mostra resterà aperta fino al 3 marzo 2013, da martedì a domenica (esclusa domenica 24 febbraio) - ore 10.00-18.00. 
Alle ore 18.00, nelle sale espositive della Galleria Nazionale di Cosenza (Sezione Acquisizioni e Collezione Carime), si terrà Minia - Percorso performativo, dialogo con le opere di Punti di Vista a cura del Conservatorio “Giacomantonio” di Cosenza. 
Alle ore 18.30, negli spazi dedicati alle mostre temporanee, si svolgerà Live Painting show, di Diavù, Nicola Alessandrini, Allegra Corbo e Gio Pistone. 
Alle 19.15 Minia - Percorso performativo, dialogo con Urban Superstar a cura dei musicisti del Conservatorio di Cosenza concluderà l’intensa giornata.

INVITO - PROGRAMMA (pdf)


ART IN PROGRESS - Cantieri del Contemporaneo 
SUD IN PROGRESS 
Cosenza – Palazzo Arnone 
14 febbraio 2013 
Direttore artistico Art in Progress: Fabio De Chirico 
Coordinamento: Francarosa Negroni 

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria 
Soprintendente: Fabio De Chirico 
 Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta 
Tel: 0984 795639 fax 0984 71246 

sabato 9 febbraio 2013

IO NON DIMENTICO
Manifesto contro il berlusconismo

Elezioni politiche 2013 


1) Io non dimentico il massacro della scuola Diaz. 

2) Io non dimentico la politica dei respingimenti e le centinaia di persone morte in mare. 

3) Io non dimentico il tradimento della Resistenza e del 25 aprile. 

4) Io non dimentico le offese alla dignità delle donne. 

5) Io non dimentico i processi di Berlusconi e non mi sono accordato con lui per non parlarne. 

6) Io non dimentico le leggi ad personam

7) Io non dimentico l’Italia derisa nel mondo a causa del suo capo di governo. 

 8) Io non dimentico il baciamano a Ghedaffi. 

 9) Io non dimentico lo smantellamento della scuola pubblica e del diritto allo studio.

10) Io non dimentico menzogne, false promesse e volgarità erette a sistema di governo. 

Soprattutto non dimentico che “un paese, come non deve mancare di corsi d'acqua, di sorgenti, di nuvole, deve avere cura o consentire la crescita di anime, coscienze, grazia, linguaggi puri, ombre azzurre, altissime: o perirà. Si asciugherà il suolo, se mancano acque e foreste; si perderà la nazione, se mancano anime e coscienze” [1].
 
Domenico Condito 


[1] Anna Maria Ortese,  Corpo celeste, Adelphi, 2003, p. 32


giovedì 7 febbraio 2013

Sono pazzi questi politici

Per diventare uomini politici, vale a dire per avere la stoffa di un tiranno, occorre uno sconvolgimento mentale…

Un brano di Emil Cioran


“Chi non ha conosciuto la tentazione di essere il primo della comunità non capirà nulla del gioco politico, della volontà di assoggettare gli altri per farne degli oggetti, né intuirà gli elementi di cui si compone l’arte del disprezzo. Sono rari coloro che non hanno mai provato, in una misura qualsiasi, la sete di potenza: essa è conforme alla nostra natura e tuttavia, a considerarla bene, assume tutti i caratteri di una condizione morbosa, di cui guariamo soltanto per caso oppure per una maturazione interiore affine a quella che si produsse in Carlo V allorché , abdicando a Bruxelles all’apice della gloria, insegnò al mondo che l’eccesso di stanchezza poteva suscitare scene altrettanto ammirevoli dell’eccesso di coraggio. Ma, anomalia o meraviglia, la rinuncia, sfida alle nostre costanti, alla nostra identità, interviene soltanto in momenti eccezionali, caso limite che appaga il filosofo e confonde lo storico. 

Esaminatevi mentre l’ambizione vi tormenta, mentre ne subite la febbre; e analizzate più attentamente i vostri «accessi». Constaterete che sono preceduti da sintomi curiosi, da uno speciale calore, che non mancherà di trascinarvi e di allarmarvi. Intossicati d’avvenire per abuso di speranza, vi sentite subito responsabili del presente e del futuro, nel cuore della durata, carica dei vostri brividi, e con la quale, agenti d’una anarchia universale, sognate di esplodere. Attenti agli avvenimenti del vostro cervello e alle vicissitudini del vostro sangue, volti verso il vostro squilibrio, ne spiate e amati i segni. Fonte di turbamenti, di malesseri senza pari, la follia politica, se sommerge l’intelligenza, favorisce in compenso gli istinti e vi sprofonda in un caos salutare. L’idea del bene e soprattutto del male che immaginate di poter compiere vi rallegrerà ed esalterà; e tale sarà la prova di forza, il prodigio delle vostre infermità, che esse vi renderanno padroni di tutti e di tutto.

Intorno a voi, noterete uno sconvolgimento analogo in coloro che sono rosi dalla stessa passione. Fintanto che ne subiranno il dominio, saranno irriconoscibili, preda di un’ebbrezza diversa da tutte le altre. In loro tutto cambierà, perfino il timbro della voce. L’ambizione è un droga che fa di colui che vi si dedica un demente in potenza. Chi non ha osservato in sé o negli altri queste stigmate, quest’aria di animale smarrito, questi tratti inquieti e come accesi da un’estasi sordida, rimarrà estraneo ai malefici e ai benefici del Potere, inferno tonificante, sintesi di veleno e di panacea. 

Immaginate adesso il processo inverso: passata la febbre, eccovi disincantati, normali fino all’eccesso. Più nessuna ambizione, e dunque più nessun mezzo di essere qualcuno o qualche cosa; il nulla in persona, il vuoto incarnato: ghiandole e viscere chiaroveggenti, ossa disingannate, un corpo invaso dalla lucidità, puro per se stesso, fuori gioco, fuori tempo, sospeso a un io irrigidito in un sapere totale senza conoscenze. Dove ritrovate l’attimo fuggito? Chi ve lo ridarà? Dappertutto gente frenetica o stregata, una folla di anormali che la ragione ha abbandonato per rifugiarsi presso di voi, unici ad aver tutto capito, spettatori assoluti, smarriti fra stolti, restii per sempre alla farsa unanime. E dato che l’intervallo che vi separa dagli altri non cessa di ingrandirsi, vi viene da domandarvi se non avete per caso percepito una realtà nascosta a tutti. Rivelazione infima o capitale, il contenuto ve ne resterà oscuro. La sola cosa di cui siete certi è il vostro accesso a un equilibrio inaudito, promozione di uno spirito sottratto a ogni complicità con gli altri. Ingiustamente sensati, più ponderati di tutti i saggi, così vi scoprite… E se tuttavia assomigliate ai forsennati che vi circondano, avvertite che un’inezia ve ne distinguerà per sempre; questa sensazione o questa illusione fa sì che, se compite i loro stessi atti, voi non ci mettete però né la stessa alacrità né la stessa convinzione. Barare sarà per voi una questione di onore, e l’unico modo di vincere i vostri « accessi » o di impedirne il ritorno. Se c’è voluta né più né meno che una rivelazione, o un disastro, ne dedurrete che coloro che non hanno attraversato una crisi simile sprofonderanno sempre più nelle stravaganze inerenti alla nostra razza. 

Si è notata la simmetria? Per diventare uomini politici, vale a dire per avere la stoffa di un tiranno, occorre uno sconvolgimento mentale; per cessare di esserlo, se ne impone ugualmente un altro: non si tratterà, in fondo, di una metamorfosi del nostro delirio di grandezza? Passare dalla volontà di essere il primo nella comunità a quella di esservi l’ultimo, è come, attraverso un mutamento d’orgoglio, sostituire a una follia dinamica una follia statica, un genere insolito d’insania, altrettanto insolito della rinuncia che ne deriva e che, appartenendo all’ascesi piuttosto che alla politica, non rientra nel nostro discorso”. 

 E. M. Cioran, Storia e utopia, Adelphi, 1992, pp. 53-56.

mercoledì 6 febbraio 2013

Crozza - Berlusconi a Ballarò. Irresistibile

Crozza impersona Berlusconi a Ballarò ed è un successo strepitoso: "Senti Giova, grazie della frutta e della gnocca che mi hai fatto trovare in camerino, ma sono cambiato: la frutta non la mangio più". E poi, sulla rimonta nei sondaggi: "Mi davano tutti per morto, ho sparato tre cazzate in cinque giorni e sono tutti in paranoia. Quanto amo questo paese...". 

martedì 5 febbraio 2013

Quale primato per la Calabria:
“Prima Italia” o “Prima in Italia”?

L’Associazione culturale CALABRIA PRIMA ITALIA sostiene l’assunto che il nome “Italia” sia nato nel territorio calabrese. Ne è scaturita una vivace polemica con intellettuali di altre regioni italiane (leggi l’articolo di Domenico Lanciano su CostaJonicaWeb.it). 
Alcune riflessioni “fuori tema” sulla controversa questione. 

di Domenico Condito

Capisco l’importanza storica della questione relativa alle origini del nome Italia, e apprezzo coloro che sostengono con impegno e competenza le ragioni del “primato”… calabrese! Tuttavia, la diatriba non mi appassiona molto, e la ritengo marginale rispetto alla priorità civile e culturale del nostro tempo. A che serve infatti rivendicare il primato di “Prima Italia” in un momento in cui è messa a rischio la sopravvivenza della stessa “civiltà italiana” con il contributo determinante di una componente importante della società calabrese? 

Oggi l’Italia vive come in esilio, lontano dal suo vero “luogo”, dove la civiltà del Rinascimento aveva indicato al mondo l’orizzonte della modernità. Un paese ormai inconoscibile, scriverebbe ancora Anna Maria Ortese, in cui la degradazione è la dea del momento. Un patrimonio millenario di convenzioni e memoria delle convenzioni, di lingua e linguaggio del passato, mandato al macero, immolato alla dea della separazione, del distacco, dell’inconoscibilità. 
Viviamo ormai in un paese estraneo, senza averne neppure la consapevolezza. Un po’ per mancanza di senso critico; forse anche per la grandezza della catastrofe. È il declino della “civiltà italiana”, e “ogni civiltà stremata – scriveva E. M. Cioran – aspetta il suo barbaro, e ogni barbaro aspetta il suo demone”. Ed eccoli i nuovi barbari, giunti dal profondo nord, fare razzia di memoria, simboli, identità, i “luoghi dell’anima” sui quali avevamo costruito nei secoli il senso fondante d’una identità comune. 
La Lega Nord è tutto questo. Il disprezzo dell’italianità, l’orrore della memoria nazionale, la disgregazione del paese sono le ragioni fondanti della sua storia politica. E la secessione geografica, solo momentaneamente accantonata per puro calcolo strategico, è perseguita in realtà attraverso un’ampia e sistematica destrutturazione dei “simboli” comuni. Primi fra tutti, la lingua e il linguaggio. Scriveva Anna Maria Ortese: “Lingua e linguaggio; e memoria di lingua e linguaggio del passato; e degli affetti, i pensieri, i dolori delle passate generazioni, altro non sono lo sappiamo, che identità di nazione. Dunque libertà nazionale. E comincia con l’imposizione di un linguaggio, oppure, al contrario, con la distruzione sistematica del linguaggio originale di un paese – su cui si voglia agire in profondità; comincia con questa aratura imponente del suolo umano qualsiasi seria operazione di colonizzazione”. 
In Italia si parlava una lingua alta. Il pensiero che in essa è nato ha aperto l’era moderna, e ad esso il mondo occidentale deve lo stesso concetto di “civiltà”. L’irruzione della Lega Nord sulla scena nazionale ne ha distrutto la grammatica, frammentato la sintassi, disperso il pensiero. I barbari, appunto, la tardiva progenie dell’oscurantismo medievale in Val Padana. E la distruzione della sintassi di un popolo ne segnano inevitabilmente il declino, la ricollocazione in una dimensione primigenia, l’esilio dalla modernità. 
Il dileggio del tricolore, l’esposizione minacciosa del cappio in Parlamento, le invettive sprezzanti contro gli extracomunitari, la minaccia del ricorso ai fucili per la risoluzione delle controversie politiche, e le pietose esternazioni contro i meridionali sono tutte cadute del linguaggio a livello di gergo, intimidazione, beffa, cinismo. Degradazione della forma, ma anche naufragio del pensiero. Il tradimento di quell’idea di “civiltà” alla quale abbiamo ancorato la nostra storia, ma dalla quale siamo stati esclusi dalla barbarie leghista, volgarità al potere. 

Negli ultimi anni, centinaia di migliaia di calabresi, con il loro voto, hanno contribuito a rendere possibile questa catastrofe nazionale, sostenendo la coalizione di centrodestra che ha garantito alla Lega Nord una posizione dominante nel governo del Paese.

Una tragedia che rischia di perpetuarsi e aggravarsi con le prossime elezioni politiche, grazie agli impegni assunti dall’Homunculus ridens con il barbaro padano. Una legge sul 75% delle tasse al Nord da varare nei primi 75 giorni di governo. Ovvero, il sacrificio del Sud in cambio del governo del paese, la nostra speranza di futuro immolata alla sete di potere del bauscia di Arcore. Altro che “Prima Italia”, la Calabria rischia di diventare il fanalino d’Europa! Non ci sarà nessuna possibilità di riscatto per la nostra regione senza una lotta decisa alla barbarie che avanza. È questa la nostra priorità epocale. 
Invece, vinti dal sonno della ragione, tantissimi calabresi, governo regionale in testa, si apprestano ad immolare il nostro destino al vello d’oro della Val Padana, riversando una valanga di voti al centrodestra. In questo senso, non capisco la contraddizione insanabile dell’assessore Caligiuri, persona dotta ed erudita, che si prodiga per l’elevazione culturale della nostra regione e, allo stesso tempo, opera all’interno di una coalizione che, a livello nazionale, porta acqua al nefasto progetto leghista. Calcolo politico o di potere? In ogni caso, nessun gioco di parole, per quanto forbito e di livello, potrà giustificare la sostenibilità di tale posizione. 

Il primato che sogno è che la Calabria possa diventare “Prima in Italia”. Prima per valori etici, per il livello morale e culturale della classe politica, per la buona qualità dell’amministrazione della cosa pubblica, per la salvaguardia del territorio, per la valorizzazione delle risorse paesaggistiche, artistiche e culturali, per la lotta alle mafie, per il lavoro, la sanità e la tutela dei diritti a partire dalle categorie più deboli e discriminate. Un primato molto più difficile da costruire e conquistare, ma per il quale nessuno in Calabria sembra disposto a mettere a rischio la propria poltrona.

Cartellone posto all’ingresso ovest della Città di Catanzaro, 
sulla superstrada Lamezia-Catanzaro (foto di Giovanni Balletta, gennaio 2011).

giovedì 27 settembre 2012

Cosenza - Giornate Europee del Patrimonio 2012
Presentazione di Cartella d’Arte e catalogo mostra Giulio Telarico. Dialogo con l’ombra

Cosenza, Palazzo Arnone
Sabato 29 settembre 2012 – ore 11.00 


La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, guidata da Fabio De Chirico, partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio 2012 con le seguenti iniziative:

Presentazione Cartella d’Arte 
Cosenza, Palazzo Arnone, sabato 29 settembre 2012, ore 11.00

Ideazione, progettazione e coordinamento: Fabio De Chirico. Cura e testi: Nella Mari e Patrizia Carravetta. Testi: Melissa Acquesta, Raffaella Buccieri e Francesca Mandarino, collaboratori esterni. Foto: Attilio Onofrio e Melissa Acquesta. Rilievo grafico: Valentina Cosco, collaboratore esterno. Revisione: Gemma-Anais Principe, collaboratore esterno.
Nella consapevolezza del ruolo incisivo assunto da un corretto sistema di informazione e con l’obiettivo di migliorare il processo di comunicazione e, in particolare, l’offerta museale si è ritenuto fondamentale dotare la Galleria Nazionale di Cosenza di un catalogo personalizzato a schede, da  implementare secondo  l'idea di un museo  non statico ma dinamico, in progress e interattivo, che presenta la collezione dei dipinti che, a partire dagli anni Ottanta del Novecento, sono stati acquisiti al patrimonio dello Stato e la collezione della Banca Carime avuta in comodato nel 2009. 
Di agevole consultazione, ispirata all’iniziativa Prendi l’arte e mettila da parte, promossa dal Dipartimento Educazione del MAXXI di Roma in occasione della mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto, la Cartella d’Arte vuole essere un valido supporto per il visitatore che può dotarsi di un proprio mini catalogo da portare con sé, scegliendo le schede preferite per conservarle in una comoda bag di cartone con manici da passeggio. Tra le schede anche quelle dedicate a Palazzo Arnone, ai criteri allestitivi della GNC e ad opere presenti temporaneamente negli spazi  espositivi di Palazzo Arnone. Cartella d’Arte è promossa dai Servizi Educativi della SBSAE della Calabria.
Interverranno: Fabio De Chirico, soprintendente BSAE Calabria e Nella Mari, responsabile dei Servizi Educativi della Soprintendenza BSAE della Calabria.

  
Presentazione catalogo della mostra Giulio Telarico. Dialogo con l’ombra 
a cura di Fabio De Chirico e Andrea Romoli Barberini. 
Cosenza, Palazzo Arnone, sabato 29 settembre 2012, ore 12.00 

Il catalogo presenta le opere della personale di Giulio Telarico realizzata nella Galleria Nazionale di Cosenza e delinea il percorso dell’artista cosentino, frutto di un costante confronto tra la tradizione novecentesca e la ricerca di un linguaggio autonomo e personale. Le opere, tra gestualità pittorica e ricerca di forme plastiche, emergenti dalle tele, sapientemente modellate e centinate, o costruite per aggregazione materica, si situano nello spazio ambiguo della percezione tra illusorietà e realtà, lanciando una sfida all'osservatore, imbrigliato costantemente nel gioco sottile e filosofico di dover decifrare i segni visivi, ma anche le modalità espressive con cui sono proposti. Dialogo con l'ombra, oltre a rappresentare un personale modo di ripensare il senso e il ruolo dell'arte e dell'artista, è un dialogo con l'osservatore, con le sue abitudini eidetiche, con la tradizione dell'arte come data una volta e per tutte. Il catalogo è edito da Rubbettino. 
Interverranno: Fabio De Chirico e Andrea Romoli Barberini, curatori del catalogo.

Giornate Europee del Patrimonio 2012
Cosenza, Palazzo Arnone
Sabato 29 settembre 2012 – ore 11.00
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

XVIII edizione di “Gioacchino Murat: un Re tra storia e leggenda”

Giovedì 18 ottobre - dalle ore 16.00
Villetta "De Nava" - Biblioteca Comunale di Reggio Calabria


Giunge alla diciottesima edizione l'incontro avente come tema “Gioacchino Murat: un Re tra storia e leggenda”, organizzato dal Circolo Culturale “L'Agorà” e dal Centro studi “Gioacchino e Napoleone”, in collaborazione con la Biblioteca Comunale “De Nava” di Reggio Calabria. 
Nel corso dei precedenti incontri si sono confrontati ricercatori, storici, docenti universitari e i discendenti delle famiglie Bonaparte e Murat presenti ai nostri incontri. Nel 2008, inoltre, per la prima volta sul territorio provinciale, è stata allestita una mostra con i gioielli appartenuti al Re di Napoli Gioacchino Murat. 
La nuova edizione dell’incontro si terrà giovedì 18 ottobre, a partire dalle ore 16,00, presso la villetta “DE NAVA”. Interverranno Gianni Aiello (presidente sodalizio organizzatore), Daniela Scuncia (Leonida Edizioni) e Achille Concerto, autore del volume “Un Re d'autunno: Gioacchino Murat”.

mercoledì 12 settembre 2012

YOUNG AT ART
Esperimenti Dada

MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza Falcone,1 - 87041, Acri (Cs)
15 settembre - 6 ottobre 2012

A partire da sabato 15 settembre 2012, la grande retrospettiva che il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) sta dedicando al maestro dadaista Hans Richter si arricchirà di altre sei opere realizzate dai giovani artisti vincitori del concorso Young at Art. I lavori, che coprono l’intero spettro dei linguaggi espressivi dell’arte contemporanea – dalla pittura alla performance, dalla video-arte alla body-art sino all’arte digitale e alla fotografia anamorfica –, sono stati ideati traendo ispirazione dalle opere di Richter, tutte caratterizzate dalla stessa esigenza di sperimentazione e di ricerca di un nuovo linguaggio creativo che fosse in grado di superare i limiti statici di quello tradizionale. L’intento della mostra, a cura di Massimo Garofalo e Andrea Rodi, è quello di sottolineare quanto l’eredità del movimento dadaista sia ancora presente nell’arte del XXI secolo e di come i giovani artisti siano in grado di adottarne il linguaggio destabilizzante e rivoluzionario. Sabato 6 ottobre 2012, in occasione dell’ottava edizione della Giornata del Contemporaneo indetta dall’associazione AMACI, si terrà il finissage della mostra di Hans Richter, con performance e interventi dal vivo degli artisti di Young at Art.

Il progetto Young at Art è stato lanciato a inizio 2012, dal MACA e dall’associazione Oesum Led Icima, sotto forma di concorso indirizzato ai soli artisti Under 35 residenti e operanti nel territorio calabrese. A seguito di una prima mostra tenutasi tra i mesi di aprile e maggio all’interno delle sale del museo di Acri, le opere dei sette artisti vincitori – Walter Carnì (scultura, installazione, performance), Giuseppe Lo Schiavo (fotografia), Armando Sdao (pittura), Valentina Trifoglio (body-art, performance), Giuseppe Vecchio Barbieri (digital-art) e il duo {movimentomilc}, formato da Michele Tarzia e Vincenzo Vecchio (video-arte) – hanno poi preso parte alla rassegna Aspettando la Biennale, presso il Collegio Sant’Adriano di San Demetrio Corone (Cs). Questo terzo appuntamento espositivo è anche l’ultimo che vede coinvolti gli artisti nella loro regione d’origine. Nel mese di novembre, infatti, le cinque opere con cui ciascuno di loro ha partecipato al concorso, insieme a quella realizzata appositamente per dialogare con i lavori di Hans Richter, verranno esposte a Torino, in due differenti spazi espositivi, in concomitanza con l’importante fiera d’arte contemporanea Artissima.

Movimentomilc, VideoErmetica 0, Still, 2012


Giuseppe Lo Schiavo, Narcissus, 2012, fotografia anamorfica

YOUNG AT ART
Esperimenti Dada

Luogo: MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza Falcone,1 - 87041, Acri (Cs)
Curatori della mostra: Massimo Garofalo e Andrea Rodi
Finissage: 6 ottobre 2012
Periodo: dal 15 settembre al 6 ottobre 2012
Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20; lunedì chiuso
Info: Ufficio stampa tel. 0119422568

Finissage mostra
Giulio Telarico - Dialogo con l’ombra

Cosenza - Palazzo Arnone
Venerdì 14 settembre 2012 – ore 18.00

Giulio Telarico, Ritratto
Venerdì 14 settembre alle ore 18.00 a Cosenza, Palazzo Arnone, nella sala “A. Mazzuca”, si terrà, in occasione della chiusura della mostra Giulio Telarico - Dialogo con l’ombra prevista per domenica prossima, un incontro che darà occasione per riflettere sulla ricerca estetica dell’artista cosentino e per delineare nuove prospettive a favore dell’arte contemporanea.
Interverranno i curatori Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e Andrea Romoli Barberini, critico d’arte. Interverrà inoltre Francesco Nucci, presidente della Fondazione VOLUME! - partner della mostra - che illustrerà il progetto Parco Nomade presente alla 13. Mostra Internazionale di Architettura – Biennale di Venezia 2012, Padiglione Italia.

Giulio Telarico, Dittico

Giulio Telarico, Polittico - tavola


Biografia

Giulio Telarico, Tavola
Giulio Telarico è nato a Cosenza nel 1949. Laureato al Dams, ha insegnato Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Cosenza. I sui esordi sono legati all’analisi del paesaggio verso una figurazione che si potrebbe definire paesaggistica-macroscopica. In quest’ambito pittorico realizza, nel 1978, il Manifesto del XIII Premio Sila. A partire dagli anni Ottanta l’attenzione al dettaglio si focalizza sugli elementi decorativi. Del suo lavoro si occupa il programma della Rai “La Periferia Sperimentale”, curato da Marcello Walter Bruno e Tonino Sicoli (1986). Con gli anni Novanta, la sua ricerca indaga sul rapporto tra decorazione e pittura. L’attenzione macroscopica verso il particolare si evolve verso il segno istintivo o come retaggio, supportato da una tecnica apparentemente gestuale e pittorica di grande precisione. All’attività artistica affianca quella di operatore culturale, partecipando all’organizzazione di vari eventi, tra i quali si segnalano: “Le Muse Inquietanti”, Museo Civico Rende 1990; “Marasco – Anni Dieci Settanta, dal Futurismo al Concretismo”, Museo Civico Rende 1995; “Rotella”, Museo Civico Rende 1996; “La Banca e l’Arte – Collezione della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania”, Cosenza 1997. Nel 1995 prende parte, in Piazzetta Toscano, al processo di rivalutazione del centro storico di Cosenza, con l’esposizione “Biancosunero”. Nel 1996 con “Laboratorio di un artista nel museo”, svoltosi nel Museo Civico di Rende (Cs) coinvolge gli alunni di diverse scuole ai quali viene data la possibilità di assistere alla genesi di un’opera dell’artista, che per l’occasione ha trasformato la pinacoteca nel suo studio. Tale iniziativa viene curata da Fiorella Sicilia, Direttore del Museo Civico, Maria Brunetti e Domenico Pisani della Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena. Nello stesso anno, con”Moto a luogo, dal Museo al Territorio”, curata da Massimo di Stefano, l’installazione diventa un autentico intervento sul territorio del centro storico di Rende; operazione riproposta nel 1997 con “Le favole nel bosco”, installazioni nel boschetto della Riforma a Bocchigliero (Cs). Nel 1998 partecipa all’iniziativa “Summertime una stagione dell’arte”, curata da Paolo Aita e Ludovico Pratesi, presso la Casa delle Culture di Cosenza, con una mostra monografica nella quale presenta anche una serie di lavori su carta che costituiscono l’inizio di un nuovo ciclo di opere nelle quali il “segno” diventa volume. Nel 2004 è presente alla mostra “Arte in Calabria 1960 – 2000, prime acquisizioni”, MAON (Museo d’Arte dell’Otto e Novecento, Rende) e riceve uno dei premi per la pittura del Premio “Paolo VI” nell’ambito della “III Triennale d’arte Sacra Contemporanea” di Lecce. Nel 2007 è invitato da Cristoph Bertsh alla mostra “Zona Ovest - Austria Occidentale in dialogo”, presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Nello stesso anno tiene la personale “Marilyn e altre storie”, con presentazione di Andrea Romoli Barberini. Nel 2009 è invitato da Mimma Pasqua e Franco Gordano alla mostra “Tornare @ Itaca”, presso il Museo civico dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. L’esposizione è riproposta nel 2010 a Milano presso la fondazione MUDIMA. Sempre nel 2010, in occasione della Notte dei Musei, organizzata dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici della Calabria, presenta la personale “Il silenzio delle ombre”, presso la Galleria d’arte LB di Cosenza. Nello stesso anno è presente alla mostra “Viaggio nella parola di Alda Merini” (Auditorium Fondazione Cariplo e Biblioteca Sormani di Milano). Nel 2011 partecipa alla mostra “Un bisbiglio lungo il cammino -Omaggio a Lorenzo Calogero” a cura di Franco Gordano, Mimma Pasqua e Angelo Sanna, presso il Museo Civico dei Brettii e degli Enotri di Cosenza. Inoltre, negli spazi della fondazione VOLUME a Roma, espone i lavori della serie “Sempre e comunque bianco” e, curata dalla stessa Fondazione VOLUME, propone il suo lavoro nei locali del “Pantheon Royal Suite” di Roma. Risiede e opera tra Cosenza e Roma.


Finissage mostra
Giulio Telarico - Dialogo con l’ombra
Cosenza - Palazzo Arnone
Venerdì 14 settembre 2012 – ore 18.00

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
Coordinamento: Francarosa Negroni
Ufficio stampa: Silvio Rubens VivonePatrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it
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