venerdì 20 maggio 2011

Il Brigantaggio nel Catanzarese

Libro di Silvestro Bressi e Vito Teti edito da Ursini
Presentazione venerdì 27 maggio Sala Biblioteca “F. De Nobili”

Catanzaro - “Il brigantaggio nel catanzarese: realtà, leggenda, memoria e testi della tradizione orale” è il titolo di un nuovo interessante saggio di Silvestro Bressi e Vito Teti, pubblicato dalle Edizioni Ursini di Catanzaro, che sarà presentato il prossimo 27 maggio, alle ore, 17, nella Sala della Biblioteca comunale “Filippo De Nobili”.
All’incontro, con gli autori, parteciperanno G. Battista Scalise, dirigente scolastico e responsabile culturale dell’Associazione “Accademie dei Bronzi” e Otello Profazio, cantastorie calabrese noto al grande pubblico.
Con questo nuovo lavoro, che risente dell’impostazione antropologica, Silvestro Bressi e Vito Teti offrono alcune chicche inedite da utilizzare quali spunti di riflessione sul brigantaggio che ha interessato il territorio catanzarese durante il decennio francese (1806-1815) e dopo l’Unità d’Italia.
Gli autori, attraverso vari documenti ed interessanti testimonianze raccolte dalla voce degli anziani, mettono in evidenza l’influenza del fenomeno brigantaggio nella vita sociale del territorio catanzarese e lo fanno con una scrittura quasi parlata offrendo, nel contempo, aspetti poco conosciuti della vita e della storia di Catanzaro.
Il brigante non viene né mitizzato né demonizzato: è visto, nel bene e nel male, come elemento identitario, figura di una storia complessa. Lungo questa linea «mediana», problematica, non “manichea” si muove soprattutto Bressi. Producendo fonti scritte e memorie orali, citando sempre gli informatori e i testimoni, ricostruisce episodi nobili e cruenti del brigantaggio postunitario, ricorda figure eroiche e perseguitate di persone che si danno al bosco e alla montagna per fame o per vendicare un’ingiustizia o descrive bande di briganti sanguinari e terribili che non sono mossi da motivi sociali e dalla ricerca di giustizia, ma spesso da interessi “meschini”, utilizzando la ribellione e le proteste di una popolazione mortificata che conosce la violenza degli invasori.
“La memoria - scrive Vito Teti in premessa - non diventa un materiale informe, ma è rivisitata, rinnovata, riorganizzata, con intenti pedagogici e anche con un senso di appartenenza e con un forte legame ai luoghi e alla terra. Si può riflettere su queste invenzioni e certo pongono problemi metodologici e culturali di non poco conto, ma Bressi si muove sempre con onestà intellettuale, con intenti di socializzare e di condividere, con la voglia di non fare smarrire e di fare rivivere quanto ha raccolto, con un senso di pietas e dell’appartenenza”.
La figura del brigante, dal punto di vista antropologico e sociale, viene analizzata da Teti con numerose citazioni di documenti, attinti da una corposa bibliografia.
Il libro, insomma, è il frutto di una ricerca laboriosa e unica che sicuramente offrirà, agli appassionati e agli studiosi più esigenti, significativi spunti di riflessione e di indagine.
Molte vicende meritano di essere approfondite o chiarite, ma il saggio edito da Ursini è una bella testimonianza di quella voglia antica di conoscere, apprendere, rinverdendo l’antica tradizione dei ceti popolari e degli emigrati che vedevano nella scuola, nell’istruzione, nella scrittura possibili vie di riscatto.

Gli AUTORI

Silvestro Bressi, pubblicista, è figlio della cultura popolare catanzarese. Sin da giovane ha incominciato a dedicarsi all’indagine del dialetto e delle tradizioni popolari offrendo a riguardo contributi presenti su riviste e giornali.
Autore di vari volumi tra i quali Una volta a Catanzaro, (giunto alla terza edizione, Ursini Edizioni) e ‘A fharza ‘e Carnalavari. Di rilievo anche il suo impegno come autore di testi teatrali ed in particolare la sua collaborazione con la Compagnia ‘A trambìa per la quale ha scritto e adattato numerose commedie.

Vito Teti è Ordinario di Etnologia presso l’Università della Calabria, dove ha fondato e dirige il Centro di Iniziative e Ricerche Antropologie e Letterature del Mediterraneo. Si è occupato di storia e culture dell’alimentazione, di antropologia del viaggio e dell’emigrazione, di riti e feste nella società tradizionale e in quella attuale, di antropologia ed etnografia dell’abbandono con particolare riferimento al Mezzogiorno d’Italia e al Mediterraneo.
Tra le più recenti pubblicazioni: Storia dell’acqua, Donzelli, Roma, 2003; Il senso dei luoghi. Paesi abbandonati di Calabria, ivi, 2004; Storia del peperoncino, ivi, 2007; Pietre di pane. Un’antropologia del restare, Quodlibet, Macerata, 2011. Con Manifestolibri, Roma ha pubblicato anche La melanconia del vampiro (I ed. 1994; nuova edizione aggiornata 2007).

giovedì 19 maggio 2011

Il Conservatorio di Cosenza alla Casa della Musica nel bicentenario della nascita di Franz Liszt


Musiche di Franz Liszt 
nel bicentenario della nascita

Pianoforte Rodolfo Rubino, Tatiana Malguina

Sabato 21 maggio 2011 ore 19.30
Cosenza, Casa della Musica
Piazza Amendola (adiacente Cinema Italia)
Ingresso libero

Prosegue con successo l’attività del Conservatorio di Cosenza presso la Casa della Musica, una nuova struttura assegnata al “Giacomantonio” con convenzione ventennale. L’Istituto cosentino vi ha già tenuto due manifestazioni che hanno visto una larga partecipazione di pubblico, segno che la sala e la sua destinazione sono gradite alla cittadinanza.
Il prossimo concerto si terrà sabato 21 maggio alle ore 19,30 con ingresso libero. Il pianoforte , un pregiato “Gran Coda” Steinway che il Conservatorio ha da poco trasferito nella Casa della Musica, come primo elemento di una ricca dotazione strumentale, sarà suonato da Rodolfo Rubino, proveniente dalla Scuola pianistica napoletana, e Tatiana Malguina, proveniente dalla Scuola russa.
Il programma è interamente dedicato a di Franz Liszt, compositore ungherese di cui ricorrono i 200 anni dalla nascita. Rubino eseguirà brani ispirati a composizioni di Mozart: Due trascrizioni su temi del Requiem, Reminiscenze sul Don Giovanni. Nella seconda parte Rubino e Malguina eseguiranno il Poema sinfonico Les Préludes e la Rapsodia ungherese n. 2 nella versione per pianoforte a quattro mani dello stesso Liszt.

Seguono programma dettagliato del concerto e curricula degli esecutori.

PROGRAMMA

Franz Liszt 
(1811-1886)

Due trascrizioni su temi del Requiem di Mozart
Confutatis maledictis
Lacrymosa
Pianoforte Rodoldo Rubino

Reminiscenze sul Don Giovanni di Mozart
Pianoforte Rodoldo Rubino

“Les Préludes” Poema sinfonico
(versione per pianoforte a quattro mani di F. Liszt)
Pianoforte Rodoldo Rubino, Tatiana Malguina

Rapsodia ungherese n. 2
(versione per pianoforte a quattro mani di F. Liszt)
Pianoforte Rodoldo Rubino, Tatiana Malguina


Rodolfo Rubino
Ha studiato pianoforte presso il Conservatorio "San Pietro a Majella", di Napoli (Premio Paulella 1987-88) e presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Oltre a suo padre, Peppino Antonio Rubino, ha avuto maestri quali Annamaria Pennella, Boris Beckhterev, Sergio Perticaroli. Sovente è risultato vincitore di competizioni nazionali di carattere internazionale (Trofeo Ernesto Coop - Messina, Pietro Napoli - Livorno, Ama Calabria - Lamezia Terme, Premio Europa - San Marco di Castellabate, Premio Sergei Rachmanoff - Morcone, Coppa Pianisti d'Italia - Osimo, Ennio Porrino - Cagliari, FIDAPA - Catanzaro, ecc.). Ha suonato in tutte le maggiori città italiane e in Austria, Francia, Portogallo, Russia. Tra il 2001 e il 2004 ha interpretato spessissimo l'integrale dei 12 Studi Trascendentali di Franz Liszt nel corso di singole serate. Da più di dieci anni forma un duo con la pianista Tatiana Malguina. Ha registrato musiche di Chopin e Liszt per la Rai e ha partecipato alla realizzazione del CD Musicisti Calabresi, una cooperazione tra il Conservatorio Stanislao Giacomantonio di Cosenza e il Quotidiano della Calabria. Attualmente è titolare della cattedra di pianoforte presso il Conservatorio Stanislao Giacomantonio di Cosenza. Molti suoi alunni si sono imposti in concorsi nazionali e internazionali. È spesso invitato a far parte delle giurie di concorsi pianistici in Italia e all’estero.

Tatiana Malguina
Si è diplomata in pianoforte nei conservatori di Saratov (Russia), "L. Sobinov", e di Cosenza, "S. Giacomantonio, col massimo dei voti e la lode. Ha avuto maestri quali N. S. Bendtischki e G. Bolkovitina. Ha dato concerti solistici e da camera in Russia (sua terra natale) e in Italia. Successivamente ha effettuato una tourné di concerti in tutto l'arcipelago azzoriano (Museu Carlos Machado di Ponta Delgada, Palácio de Sant’Ana de Ponta Delgada, Teatro Municipal de Ribeira Grande, Casa da Cultura de Santa Cruz, ecc.). In Portogallo continentale ha suonato al CCB, Teatro Gil Vincente di Coimbra, Biblioteca Joanina, CAE di Figueira da Foz, Palácio Foz di Lisbona, ottenendo lusinghieri successi di pubblico e di critica.
Nel 2004 è stata invitata dalla "Casa da Cultura" di Coimbra a commemorare il celebre compositore portoghese Carlos Seixas con un concerto-conferenza e nel 2006 ha commemorato l'anniversario mozartiano con un concerto per i "Festivais de Outono" nell'antico Museo di "S. Joana" di Aveiro. È da rilevare la sua intensa collaborazione, in formazioni da camera il violinista Grigory Spector e la flautista Alessandra Giura Longo. Da dieci anni forma un duo con il pianista Rodolfo Rubino.
Ha insegnato nei conservatori di Ponta Delgada, Figueira da Foz, Coimbra, Aveiro e molti dei suoi alunni sono risultati vincitori di concorsi nazionali ed internazionali.

Corso per esperti in europrogettazione

Programmato da “Eurotalenti” si terrà a Catanzaro dal 16 al 18 giugno.

Catanzaro - Diventare esperti in progettazione comunitaria per utilizzare al meglio i Fondi europei destinati a progetti di sviluppo di ambito locale e regionale: è questo l’obiettivo del Corso in Europrogettazione programmato da “Eurotalenti” che si terrà a Catanzaro dal 16 al 18 giugno.
Al corso possono partecipare professionisti, operatori di enti pubblici e privati cittadini che vogliono attivare i fondi europei per lo sviluppo locale ed imprenditoriale. Il numero dei posti è ad esaurimento e le domande saranno accettate solo per ordine cronologico di presentazione. Per eventuali informazioni e richiesta dei moduli d’iscrizione, è possibile telefonare al numero 330.266500, o inviare una mail all’indirizzo direzione@eurotalenti.it.

La complessità dei processi di finanziamento rende necessaria una conoscenza approfondita dei meccanismi che ne regolano il funzionamento. “Scopo del corso - spiega Giuseppe Stirparo (nella foto), direttore di Eurotalenti - è quello di colmare questa importante mancanza, formando esperti capaci di programmare progetti finanziabili attraverso le numerose offerte provenienti dai Fondi europei 2007-2013. Ciò che molti non sanno è che tali progetti possono essere finanziati direttamente, senza dover necessariamente passare dalle complesse e a volte farraginose maglie della burocrazia che spesso, anziché snellire e favorire i processi di sviluppo li bloccano con motivazioni assurde e lentezze da primato”.
“Il programma didattico - aggiunge Stirparo - parte dall’esame del funzionamento delle Istituzioni dell’Unione Europea e dei programmi comunitari, per poi fornire le competenze tecniche-operative e la capacità di reperimento delle informazioni dei meccanismi di progettazione, nonché la gestione di partnership nazionali ed internazionali”.
Il seminario è diretto a favorire la creazione di una rete di esperti e consulenti specializzati, accessibile a tutti coloro che vorranno avvalersi dei finanziamenti europei per lo sviluppo locale e di imprese in tutti i settori, dal turismo all’agricoltura, dall’ambiente alla cultura.
Particolare rilevanza assume, in questo contesto, l’Osservatorio sui programmi comunitari che erogano in forma diretta per cogliere tutte le opportunità che l’Unione Europea offre in vari settori strategici.
A questi finanziamenti - conclude Stirparo - è possibile accedere presentando dei progetti in risposta a "inviti a presentare proposte" (call for proposal), oppure partecipando a "bandi di gara d'appalto" (call for tender). L'Osservatorio si propone di realizzare un monitoraggio costante di tutti gli inviti, nell'ambito dei programmi europei di finanziamento in forma diretta operativi nei seguenti settori: ambiente, cultura e audiovisivo, formazione giovani, giustizia, politica sociale e cittadinanza europea, rapporti area mediterranea, ricerca, innovazione ed energia, trasporti, tutela e salute dei consumatori”.
“Su 5,9 miliardi della programmazione 2007-2013, - conclude Stirparo - finora è stato speso solo il 5,1%. Se si sceglie un calcolo più prudenziale, limitato alle risorse strettamente destinabili a restauri e valorizzazione di siti, si sale al 10%. Una magra consolazione, comunque. È il risultato di veti e interessi contrapposti tra amministrazioni e soprattutto lobby stratificate a livello locale. Ma se i fondi ci sono e non riusciamo a spenderli, sarà il caso di responsabilizzare chi a livello locale ha competenza in materia, imponendogli nei limiti del possibile un impegno da manager. L'imminente piano per il Mezzogiorno, che rimodulerà i fondi europei, è forse l'ultima occasione”.

Vincenzo Ursini

mercoledì 18 maggio 2011

"Anime sulla collina", romanzo di Menotti Ranieri

Docente di inglese all’Istituto Alberghiero di Soverato, vive a Satriano.

Satriano - Con “Anime sulla collina”, pubblicato in questi giorni dalle Edizioni Ursini di Catanzaro, Menotti Ranieri esordisce in questi giorni come scrittore e lo fa con una scrittura scorrevole e leggera che invita il lettore a leggere d’un fiato l’intera storia. Un libro, insomma, che ben si colloca nel panorama della letteratura contemporanea per la freschezza delle immagini, la fluidità della narrazione e, soprattutto, la “contemporaneità” dei personaggi, tutti frutto di un’attenta osservazione della quotidianità che l’autore trasferisce, con dovizia di particolari nei dodici episodi che compongono la struttura del romanzo.
Nato a Satriano nel 1961, Ranieri si è laureato a Roma nel 1985 in Lingue e Letterature straniere moderne. Tornato in Calabria, dopo aver trascorso diversi anni in Inghilterra e negli Stati Uniti, insegna lingua inglese nell’Istituto Alberghiero di Soverato.
“Anime sulla collina”, inserito dalle Edizioni Ursini nella collana “I libri dell’elefantino”, rappresenta - come dicevamo - il suo esordio come narratore.
“Il libro - scrive ilo giornalista Fulvio Castellani - corre sul filo di un discorso che condensa la sua vita di uomo del Sud, Vincenzo Carvelli, rivisitata partendo dalla sua fase terminale e proseguendo via via lungo il percorso che lo ha indotto dall’infanzia alla maturità, dal suo ambiente natìo alla metropoli di New York, dalle difficoltà iniziali alla conquista della celebrità e del benessere. Un tragitto ricco di vicende, d’incontri, di amarezze, di piccole-grandi conquiste, di delusioni e di successive esplosioni di gioia per i traguardi che venivano raggiunti”.
Il sogno di Vincenzo è quello di diventare calciatore professionista o pittore, seguendo le orme del nonno artista. È molto legato al suo paese e, nonostante le difficoltà attraversate dalla famiglia, cerca in tutti i modi di affermarsi dove è nato e cresciuto.
L’autoritario zio Giacinto prova a convincerlo ad abbandonare l’aspirazione calcistica per quella creativa, spingendolo a trasferirsi in America dove potrebbe fare fortuna ed aiutare la sua numerosa famiglia. Ma il vero nucleo del romanzo è Satriano, il paese dal quale non si vuole staccare, con i suoi personaggi variegati e le loro storie intrecciate. Vincenzo e il fratello Giuseppe sono le figure attorno alle quali ruota la narrazione. Ad un certo punto i due sono costretti a trasferirsi, uno per motivi di lavoro a Roma, l’altro per seguire gli studi in un collegio di salesiani a Torre Annunziata. All’improvviso, un evento inaspettato sconvolge la famiglia Carvelli.
Gli avvenimenti si evolvono in un alone di mistero che sembra stravolgere la vita tranquilla del paese e coinvolge emotivamente gli abitanti i quali si ritrovano ad emergere come attori comprimari.
Nonostante l’atmosfera di povertà che si respira all’interno della narrazione, i personaggi non tendono mai ad essere vittime ed a lamentarsi della loro condizione. Sono tutti uomini e donne forti, dal carattere temprato e mai domo, pronti a contrastare il destino che si trovano di fronte.
Il romanzo di Ranieri ha il profumo intenso della genuinità, della magia di un tempo che non ha tempo, di una connotazione realistica che esce dal perimetro geografico di una comunità e di una famiglia per diventare veicolo di riflessione e di crescita sociale e umana. Un buon libro, insomma, che ben si colloca in quel filone della “letteratura dell’appartenenza e del senso dei luoghi”, tanto caro a Carmine Abate e a Vito Teti, altri due illustri autori calabresi dei nostri giorni.


martedì 17 maggio 2011

Acri: Le note in chiave – quinta edizione

17 - 19 maggio 2011
Sala Estemporanea del MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)

A partire da martedì 17 maggio e fino a giovedì 19, la Sala Estemporanea del MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà il concorso musicale Le note in chiave, giunto alla sua quinta edizione e riservato alle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale. Il museo della città di Acri, che custodisce un’ampia collezione di opere dell’artista Silvio Vigliaturo e ospita numerose mostre d’arte contemporanea di livello internazionale – fino al 29 maggio è possibile visitare la mostra di dipinti di Francesco Toraldo e a partire da sabato 25 giugno sarà la volta del grande artista austriaco Fritz Baumgartner –, è pronto ad ospitare le numerose scuole in arrivo da varie regioni d'Italia.
La manifestazione si svolgerà nei giorni 17, 18 e 19 maggio dalle h. 9.00 alle h. 17.00, con serata finale il giorno 19 maggio alle 18.30, nella quale si esibiranno i finalisti che concorreranno alle borse di studio e ai premi Silvio Vigliaturo, delle sculture in vetro della serie Generali, tra le più tipiche dei lavori dell’artista, in cui la trasparenza della superficie vitrea viene macchiata di colori mediterranei.
Lo staff della manifestazione, composto dai rappresentanti dell'Oratorio Francesco Maria Greco, sito presso l'Istituto delle Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori, e della scuola di musica Hello Music, accoglieranno il pubblico nel suggestivo scenario artistico-musicale, in cui i giovani talenti si misureranno in una sana competizione, regalando agli spettatori una “tre giorni” di musica, arte e degustazioni di specialità locali.

Le note in chiave – quinta edizione
Presso il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
Piazza Falcone, 1 – 87041, Acri (Cs)
Dal 17 al 19 maggio 2011

Il Conservatorio di Cosenza alla Casa della Musica


VIAGGIO IN ITALIA DI FRANZ LISZT
Musiche di Rossini, Donizetti, Liszt

Soprano Maria Pia Piscitelli, al pianoforte Cristina Gargiulo
Pianoforte Costantino Catena
Introduzione all’ascolto Paolo Mechelli

Mercoledì 18 maggio 2011 ore 20.30
Cosenza, Casa della Musica
Piazza Amendola (adiacente Cinema Italia)


Il Conservatorio di Cosenza, dopo il successo della serata inaugurale che ha visto la partecipazione di circa 500 spettatori, sviluppa il programma di manifestazioni nella Casa della Musica. Si tratta di una magnifica struttura che il Conservatorio intende attrezzare al meglio per renderla una sala da concerto adeguata agli standard europei. Per cominciare, il Conservatorio ha appena trasferito nella Casa della Musica un pregiato pianoforte “Gran Coda” Steinway, che ben si adatta alle dimensioni e all’acustica della sala, e soprattutto al repertorio che vi sarà eseguito, secondo il fitto calendario già approntato dall’Istituto cosentino.
Il prossimo concerto si terrà mercoledì 18 maggio alle ore 20.30, come di consueto con ingresso libero. Il filo conduttore è il viaggio in Italia di Franz Liszt, compositore ungherese di cui ricorrono i 200 anni dalla nascita. Il soprano Maria Pia Piscitelli e Cristina Gargiulo al pianoforte eseguiranno composizioni d’ispirazione popolaresca scritte da Rossini e Donizetti; il pianista Costantino Catena farà ascoltare le relative elaborazioni per pianoforte solo realizzate da Liszt.
Le tradizioni popolari di Napoli e Venezia, la tarantella e l’ondeggiare della gondola, sono all’origine di brani pianistici, caratterizzati da spiccata difficoltà tecnica, che conquistano il pubblico per la ricchezza melodica e ritmica.
Si segnala che il M° Catena è fra i pianisti europei ingaggiati dall’Accademia di S. Cecilia per l’esecuzione dell’opera omnia per pianoforte di Liszt, tenuta recentemente nell’Auditorium- Parco della Musica di Roma.
Il programma sarà illustrato brevemente dal M° Paolo Mechelli, docente al “Giacomantonio” come tutti gli esecutori. Coordinerà la giornalista Pia Tucci.

Programma dettagliato e curricula degli esecutori (pdf)

Culti misterici e orientali a Pompei

Presentazione del volume di Antonio Virgili, 
pubblicato per i tipi della Gangemi Editore.
20 maggio 2011, ore 17.30
Sala Mostre & Convegni Gangemi Editore
Via Giulia, 142 - Roma


I riti misterici eleusini ed orfici, i culti di Iside, Dioniso, Mitra, Serapide, le magiche atmosfere delle iniziazioni, da migliaia di anni manifestano la loro presenza nelle tradizioni dell’intero bacino Mediterraneo, costituendo parte delle radici culturali euro-asiatiche. Attraverso tracce storiche, antropologiche, artistiche, archeologiche e culturali, questo volume ne delinea le caratteristiche principali e la crescente diffusione che, in Europa, ebbe inizio proprio attraverso i centri urbani della Campania. In tale ricostruzione, sono di supporto le testimonianze rintracciabili in quel sito di eccezionale ricchezza e fascino che è l’area archeologica di Pompei.
L’attenzione è volta in particolare verso le componenti esoteriche di tali riti, le cui presenze sono ampiamente rintracciabili nella simbologia posteriore, sino ai nostri giorni. Infatti, l’interesse verso tali riti ha valenze non solo storiche, ma anche sociologiche, etiche e culturali odierne. Un nutrito glossario simbolico esoterico arricchisce il lavoro, rendendolo anche un utile strumento di consultazione.

Interverranno alla presentazione del volume:
Alfredo Arpaia, Presidente LIDU (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo);
Felice Israel, Presidente Commissione Cultura LIDU (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo);
Dino Fioravanti, Bibliotecario GOI (Grande Oriente d’Italia);
Riccardo Scarpa, Segretario Generale LIDU (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo).

Peperoncino Jazz Festival - Suoni - Premio Anacapri Bruno Lauzi

Anche quest’anno si terranno, durante il periodo estivo, tre significative manifestazioni attinenti al ricco panorama musicale italiano: il Peperoncino Jazz Festival, Suoni ed il Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’autore. Le iniziative, diverse per genere musicale, svolgono comunque un ruolo fondamentale per la crescita culturale del nostro paese.
Il Peperoncino Jazz Festival, sotto la direzione artistica di Sergio Gimigliano, sensibile musicista, è ormai un appuntamento di indiscusso valore artistico, che abbraccia un gran numero di paesi della provincia cosentina, capace di richiamare tantissimi appassionati del jazz, ma anche di altri generi musicali. Decine e decine di concerti sono passati per il Peperoncino; artisti italiani ed internazionali di eccezionale levatura, tra cui Stefano Bollani, Joshua Redman, Mike Stern, Joey Calderazzo, Horacio Hernandez, Billy Cobham, Scott Henderson, Enrico Rava, Danilo Rea, Eddie Gomez, Daniele Scannapieco, Dado Moroni, Tuck & Patti, Stefano Di Battista, Paolo Fresu, Pino Daniele, Roberto Gatto e tanti altri ancora insieme a talentuosi artisti locali.
Un fenomeno culturale di assoluto rilievo anche per la capacità di unire la musica alle bellezze naturali, architettoniche e artistiche di luoghi il cui fascino è spesso pari alla godibilità dei concerti che vi si organizzano.

Sasà Calabrese e Gerardo Bonifati, poliedrici musicisti, sono invece gli ideatori e direttori artistici di Suoni, un’altra manifestazione che ha la finalità di fondere musica popolare, world music e jazz.
L’iniziativa si tiene a Castrovillari, nel bellissimo scenario del chiostro del Protoconvento Francescano. I concerti sono spesso frutto di importanti collaborazioni tra musicisti di generi ed esperienze diverse ma che hanno tutti assimilato dal jazz la libera energia espressiva, l’impulso al superamento di barriere costrittive come è nell’intento stesso della manifestazione.



Ancora un altro interessantissimo evento è il Premio Anacapri Bruno Lauzi – Canzone d’autore organizzato dal giornalista e scrittore Roberto Gianani, la cui passione per il racconto lo ha spinto ad avvicinarsi alle storie del mondo cantautorale. La manifestazione è dedicata ad uno dei massimi autori della musica italiana, Bruno Lauzi, che più volte si è esibito nella bellissima Anacapri, luogo d’indiscussa magìa nel cuore del golfo di Napoli, che ospita l’evento. Con il conferimento, inoltre, del premio “Penna d’autore”, la manifestazione vuole anche dare riconoscimento a chi fa dell’informazione un veicolo comunicativo che pone alle basi della propria essenza il rispetto dei valori positivi dell’individuo.

Tre eventi quindi, il Peperoncino Jazz Festival, Suoni ed il Premio Anacapri Bruno Lauzi, che mirano a fondere elementi di assoluta importanza per la nostra terra: arte, natura, musica, emozione e comunicazione in una corrispondenza di intenti determinante per lo sviluppo culturale ed espressivo della nostra penisola.
Così come è stato nello scorso anno, con l’interazione di musicisti che hanno preso parte ai tre eventi, è auspicabile che manifestazioni del genere trovino in futuro terreno fertile per sviluppare, sempre attraverso nuove collaborazioni, quei rapporti culturali che in altri tempi e luoghi furono capaci di generare fenomeni come la cosiddetta “scuola genovese” dei grandi Tenco, Paoli, Bindi, De Andrè e Lauzi, che fu, anzi è, una delle pagine più belle della storia musicale italiana.
Silvio Rubens Vivone
Peperoncino Jazz Festival

Associazione Culturale Picanto

Contrada Palombari snc
87012 Castrovillari (CS)

Mobile: 0039 340 5966160

E-mail: ass.picanto@libero.it   info@peperoncinojazzfestival.com


Premio Anacapri Bruno Lauzi
Per altre informazioni contattare l’Ufficio Segreteria del Comune di Anacapri:
tel. 081.8387217
e-mail: segreteria@comunedianacapri.it  

lunedì 16 maggio 2011

A Reggio Calabria convegno sul lupo aspromontano



Sabato 21 maggio, a partire dalle ore 17,30, presso la saletta convegni della Chiesa di San Giorgio al Corso, il Circolo Culturale L'Agorà, in collaborazione con il gruppo di ricerca MNEMOS, organizza una giornata di studi avente come tema « Uomini e Lupi in Aspromonte: antropologia, caccia. letteratura ».
Il lupo e il suo rapporto con l'uomo ha radici antichissime: entrambi hanno percorso un cammino evolutivo spesso sovrapposto, ricoprendo, in natura, ruoli molto simili, rispettandosi e temendosi a vicenda.
Per una serie di motivazioni logistiche ci sono stati dei cambiamenti di rotta e di scelte dovute ad esigenze di sopravvivenza, come ad esempio il cambiamento dello status dell'uomo da cacciatore a quello di allevatore e, quindi, di pastore.
Naturalmente tutto ciò ha acceso una dura rivalità con il lupo, favorita dalle nuove scelte dell'uomo per la sua soddisfazione quotidiana, proprio in quelle aree dove il lupo cacciava liberamente e che sono diventate nel tempo luoghi adibiti all'allevamento.
Questo rapporto conflittuale, resiste ancora oggi in tanti allevatori e pastori in diverse aree italiane. Le cronache di giornali e televisioni sono spesso ricche di notizie allarmanti su stragi di bestiame e uccisioni illegali di lupi.
Recentemente l’Europa ha adottato diversi provvedimenti legislativi in questo ambito come, ad esempio, le sanzioni economiche alle quali potrebbe andare incontro la Svezia se non rispetterà le indicazioni della Comissione europea.
La caccia al lupo, infatti, viola le leggi comunitarie sull’ambiente e la Svezia potrebbe subire una procedura di infrazione.
Sempre su tale aspetto c'è da registrare la politica della Svizzera, che vuole modificare la convenzione di Berna per la caccia al lupo alpino e che potrebbe mettere a serio rischio le specie selvatiche sulle Alpi.
Ma la giornata di studi organizzata dal sodalizio reggino, oltre agli aspetti sopra evidenziati si soffermerà su altri squisitamente locali e circoscritti all'area aspromontana, e tali argomenti saranno oggetto di discussione da parte di Orlando Sorgonà, che esprorrà nel corso dell'incontro interessanti argomenti frutto di particolari ed approfondire ricerca sul tema in questione.

RStvnews - 7 maggio 2011

News dal comprensorio di Squillace
A cura di Salvatore Taverniti

sabato 14 maggio 2011

LA NOTTE DEI MUSEI 2011

14 - 15 MAGGIO

Le iniziative organizzate dagli Istituti afferenti alla Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee nell’ambito dell’evento europeo:

mercoledì 11 maggio 2011

Cosenza - LA NOTTE DEI MUSEI Fra suoni e visioni


Ministero per i Beni e le Attività Culturali
DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI
E PAESAGGISTICI DELLA CALABRIA
SOPRINTENDENZA PER I BENI STORICI, ARTISTICI
ED ETNOANTROPOLOGICI DELLA CALABRIA



Sabato 14 maggio prossimo, dalle ore 20.00 alle 2.00, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, guidata da Fabio De Chirico, partecipa a La Notte dei Musei con una propria iniziativa, coordinata da Nella Mari e da Patrizia Carravetta, denominata Fra suoni e visioni.
Un’occasione speciale per trascorrere una straordinaria notte a Palazzo Arnone in Cosenza tra arte, musica, pittura e spettacolo. Ad arricchire e a rendere ancora più suggestiva la Notte dei Musei saranno le sonorità proposte dagli studenti del Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza diretto dal M° Antonella Calvelli che, rinnovando una consolidata e proficua collaborazione con la Soprintendenza, si esibiranno in un repertorio che spazierà dal classico al moderno con momenti anche recitati.
La serata si aprirà, alle ore 20.00, con l’inaugurazione della mostra di arte contemporanea dal titolo Ente Comunale di Consumo, a cura di Claudio Libero Pisano, con il coordinamento generale di Fabio De Chirico e con il coordinamento organizzativo di Nella Mari e Patrizia Carravetta.
La Galleria Nazionale di Cosenza resterà aperta dalle ore 20.00 alle 2.00. Sarà visitabile il cantiere di restauro OPERA APERTA. Il restauro del Sant’Agostino di Mattia Preti svela i segreti di un capolavoro.
Dalle 22.00 alle 24.00 GiovanInArte, i capolavori della Galleria Nazionale di Cosenza saranno illustrati dagli studenti del Liceo classico “B.Telesio” di Cosenza; dalle 22.00 si terrà, dedicato soprattutto ad un pubblico giovane, la Perfomance Live Writing, a cura di CHINA INK, gruppo di giovani artisti che realizzerà variopinti graffiti.
Dalle ore 24.00 alle ore 2.00 la serata sarà accompagnata dai suoni di DJ SET, a cura di SHIRT VS T-SHIRT Robert Eno e Fabio Nirta Partyzan Produzioni.

Previste degustazione di vini della Calabria a cura della FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori) delegazione di Cosenza coordinamento Tommaso Caporale.
Sarà, inoltre, allestita una postazione di editoria d’arte a cura della Libreria UBIK con uno stand di libri (illustrati d’arte, testi di storia locale e di etnoantropologia).

Per raggiungere Palazzo Arnone e i luoghi d’arte del centro storico si potrà usufruire di un servizio gratuito di navetta con partenza da piazza dei Bruzi a cura del Comune di Cosenza e dell’Amaco.


Mostra Ente Comunale di Consumo
Farà tappa a Cosenza, dopo la presentazione dello scorso dicembre al CIAC, Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea – Castello Colonna di Genazzano (RM), la mostra d’arte contemporanea dal titolo Ente Comunale di Consumo.
Al gruppo iniziale di 22 artisti, già presenti a Genazzano, si aggiungeranno le 11 opere inedite di Simone Cametti, Iginio De Luca, Stanislao Di Giugno, Marina Paris, Luana Perilli, Gioacchino Pontrelli, Pietro Ruffo, Alessandro Sarra, Donatella Spaziani, Giuseppe Stampone, Driant Zeneli.
La mostra, curata da Claudio Libero Pisano, direttore del CIAC, con il coordinamento generale di Fabio De Chirico nasce dal ritrovamento fortuito di un quantitativo di fogli di carta oleata con il logo dell’ECC utilizzati per l’incarto del burro.
Nel 1946 un decreto legge dà vita agli Enti Comunali di Consumo per vendere a prezzi calmierati beni di prima necessità destinati al rifornimento alimentare delle famiglie indigenti. Oggi sembrano essersi dissolti i ricordi di quest’istituzione dell’immediato dopoguerra; rimane solo il luogo evocativo di una vecchia storia che ha lasciato tracce e ricordi intensi. È un percorso sulla memoria di un paese, su come, non troppi anni fa, si viveva e si percepiva l’idea della ricchezza e della povertà.
Gli artisti hanno lavorato nella massima libertà creativa, scegliendo se e come utilizzare la carta secondo la loro esclusiva poetica e il loro linguaggio. Che si sia trattato di un video, un disegno, un'elaborazione tridimensionale, ogni artista ha espresso la sua personale visione di questo racconto e ha restituito una memoria o un’ipotesi di futuro.
La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo edito da Livello 4 editrice.


Mostra
Ente Comunale di Consumo

A cura di
Claudio Libero Pisano

Artisti
Francesco Arena, Simone Cametti, Arianna Carossa, David Casini, Luca Coser, Raffaella Crispino, Giovanni De Angelis, Iginio De Luca, Stanislao Di Giugno, Rä di Martino, Rocco Dubbini, Marco Fedele di Catrano, Silvia Giambrone, Nicola Gobbetto, Diego Iaia, Domenico Mangano, Sandro Mele, Marina Paris, Eugenio Percossi, Luana Perilli, Alessandro Piangiamore, Gioacchino Pontrelli, Moira Ricci, Pietro Ruffo, Vincenzo Rulli, Barbara Salvucci, Matteo Sanna, Alessandro Sarra, Alice Schivardi, Donatella Spaziani, Ivana Spinelli, Giuseppe Stampone, Driant Zeneli.

Sede
Cosenza, Galleria Nazionale – Palazzo Arnone
Periodo
14 maggio – 19 giugno
Orari
dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 18.00
Ingresso
gratuito
Opening
14 maggio, ore 20.00
Catalogo
Livello 4 editrice, Roma

Informazioni
Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone
Via Gian Vincenzo Gravina, 2 Cosenza
telefono: 0039 0984 795639
fax: 0039 0984 71246

L’ingresso è previsto fino all’1.00.


Pietro Ruffo, Paesaggio italiano, 2011 (particolare)

Tante le iniziative che si svolgeranno nella città di Cosenza organizzate da enti, gallerie d’arte e associazioni culturali coordinate dalla Soprintendenza BSAE della Calabria. Visualizza il PROGRAMMA DETTAGLIATO



LA NOTTE DEI MUSEI

Fra suoni e visioni
Cosenza – Palazzo Arnone Sabato
14 - domenica 15 maggio 2011
ore 20.00 - 2.00

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria Ufficio stampa: Silvio Rubens VivonePatrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail:
sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it


Comunicazione:
Nella Mari - Francesca Cannataro, collaboratrice esterna Coordinamento: Nella Mari e Patrizia Carravetta

Il Conservatorio di Cosenza partecipa alla "Notte dei Musei fra suoni e visioni"


Momenti musicali
a cura del Conservatorio di Cosenza
Cosenza, Palazzo Arnone
Sabato 14 maggio 2011
dalle ore 20.00 alle ore 24.00 circa
Ingresso libero

La Notte dei Musei 2011, programmata dal Ministero dei Beni Culturali in diverse città italiane fra cui Cosenza, si svolgerà sabato 14 maggio. Il Conservatorio di musica “Stanislao Giacomantonio”, che contribuì allo straordinario successo delle due precedenti edizioni, 2009 e 2010 - quando i cosentini, anche grazie all’attrattiva costituita dai mini concerti, visitarono in gran numero e in taluni casi per la prima volta Palazzo Arnone - rinnova la sua collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria.
Dalle ore 20 fino a mezzanotte circa, gli studenti dell’Istituto riempiranno di musica le sale espositive e gli spazi esterni della Galleria Nazionale, che ha sede a Colle Triglio, nel centro storico di Cosenza, in un edificio del Cinquecento che fu tribunale e carcere.
Una cinquantina di esecutori, fra cui la cantante rumena Ioana Deliu e la pianista russa Elina Cherchesova, si alterneranno esibendosi da diverse postazioni. Dal Coro di Clarinetti, ensemble composto da una ventina di elementi, che aprirà la serata alle ore 20 nel cortile del Palazzo, fino al momento dedicato al Risorgimento, con parole e musica, che avrà inizio alle ore 23.30 nel Salone delle Udienze. E ancora: arpa, voci, fiati, quartetto d’archi, pianoforte solista e in diverse formazioni da camera.
I visitatori saranno invitati a compiere un percorso nel contempo visivo e sonoro. Sarà possibile ammirare la ricca collezione permanente di Palazzo Arnone - dalle tavole cinquecentesche di Marco Tardisco, Pietro Negroni e Marco Pino, alle tele di Mattia Preti, Luca Giordano e il Baciccio, fino alla scultura del Novecento firmata da Emilio Greco- mentre si ascoltano musiche di vari generi e stili. Le composizioni di Liszt (nel duecentesimo anniversario della nascita) e Chopin, Mozart e Beethoven, Verdi e Rossini, fino alla produzione del Novecento, con Reinecke e Barber, nonché contemporanea, con un brano di Vincenzo Palermo, docente al Conservatorio di Cosenza.
Tra le iniziative che si svolgeranno durante la Notte dei Musei, l’inaugurazione della mostra di arte contemporanea dal titolo Ente Comunale di Consumo, programmata per le ore 20.
L’ingresso a Palazzo Arnone è libero.

Programma dettagliato dei momenti musicali a cura del Conservatorio di Cosenza (pdf).

Intervista a Maria Rosaria Gallo, direttore artistico di “Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura”

In attesa di Pianeta Pianopoli…


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Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica (presentazione)
Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica (resoconto)

martedì 10 maggio 2011

FRITZ BAUMGARTNER. L'ASTRAZIONE - Il ritorno di un austriaco

Ampia retrospettiva al MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)

A partire da sabato 25 giugno 2011, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) ospiterà una mostra antologica dedicata al grande pittore austriaco Fritz Baumgartner (1929-2006), maestro del segno e del colore che, nel corso della sua carriera artistica, ha saputo sapiente-mente fondere la lezione espressionista a una sempre più urgente esigenza d’astrazione, dan-do vita a una collezione di dipinti, disegni e vetrate contraddistinti da una mirabile sapienza grafica ed una sferzante energia.
La mostra – la più ampia rassegna di opere dell’artista austriaco mai fatta in Italia – sarà composta di oltre cinquanta dipinti e tredici disegni che spaziano dai primi anni ’50, quando ancora frequentava l’Accademia delle Arti Figurative di Monaco di Baviera, sotto la guida di Oskar Kokoshka, fino alle ultime opere realizzate a pochi mesi dalla morte.
«Artista inquieto e poliedrico – ha scritto di lui il gallerista torinese Arturo Bottello, a cui si deve la proposta e la diffusione della sua opera in Italia – , senza alcun dubbio uno dei più in-teressanti disegnatori e grafici contemporanei, uomo colto, dotato di un senso totale dell’esistenza, un’intelligenza vitale e partecipazioni non comuni con un modo di pensare, ve-dere, segnare l’essenza della vita che si dilata anche fra la gente.»
Proprio l’essenza della vita è ciò che traspare maggiormente dalle sue opere, vere e proprie epifanie mondane, rappresentazioni sempre più fatte di un’astrazione singolare e personale dell’esistenza umana in tutte le sue sfaccettature, dai momenti più ironici e leggeri a quelli più profondi, tragici e appassionati. Non mancano i riferimenti mitici e biblici, trattati con intelli-genza e sincera sensibilità culturale e spirituale, e nemmeno le celebrazioni della sensualità e della carnalità; una vasta gamma di temi che si rifrange nella poliedricità espressiva testimo-niata da oltre cinquant’anni di costante ricerca e rinnovamento del proprio linguaggio pittori-co.

FRITZ BAUMGARTNER, L’ASTRAZIONE
Il ritorno di un austriaco

Luogo: MACA – Museo Arte Contemporanea Acri
Piazza G. Falcone, 1 – 87041 Acri (Cs)
Curatori: Boris Brollo
Vernissage: 25 giugno 2011, ore 18:00
Periodo: dal 25 giugno al 2 ottobre 2011
Orario: dal martedì alla domenica, 9-13 e 16-20; lunedì chiuso
info: Museo tel. 0984953309; Ufficio stampa tel. 0119422568,
maca@museovigliaturo.it
www.museovigliaturo.it


Crocifissione, olio su tela, 143x124 cm, 1954


Sciatori, olio su tela, 50x70 cm, 1959


Regina, olio su tela, 80x100, 1959


Antigone e Ismena (le sorelle), acrilico su tela, 100x130, 1998


Un Buddha, acrilico su tela, 100x73, 1969


Monacense II, disegno a matita, 86x61, 1975


BIOGRAFIA
Fritz Baumgartner nasce nel 1929 a Aurolzmünster in Austria. Dal 1949 al 1956 frequenta l'Accademia delle Arti Figurative di Monaco di Baviera, dove segue i corsi Oskar Kokoshka e Hermann Kasper. Dal 1953 espone principalmente nelle gallerie tedesche ma anche in altri paesi europei e in, particolar modo, in Italia, dove stringe un forte legame con Torino e il Piemonte, anche grazie alla figura del gallerista Arturo Bottello. Si aggiudica vari premi, tra cui nel 1959, il Premio artistico del convegno degli Evangelici tedeschi, nel 1970 il Premio artistico della Provincia di Torino, nel 1972 la Medaglia d'oro al merito dello Stato Italiano e la Medaglia onoraria della città di Torino, nel 1999 la Medaglia onoraria della Regione Piemonte. Prosegue la sua attività di Monaco, dove muore l’8 ottobre 2006.
Il suo percorso artistico inizia negli anni '50-'60, con opere che si collocano nella corrente espressionistica, si-no a giungere, attraverso continue ricerche e sperimentazioni, all'astrazione simbolista delle sue ultime opere, contraddistinte da una netta ed incisiva grafia sostenuta da intensi cromatismi.
Notevole interesse artistico rivestono anche le sue grandi vetrate a soggetto religioso.
Hanno scritto di lui, tra gli altri, Luigi Carluccio, Angelo Mistrangelo, Arturo Bottello, Marco Rosci, Lorenzo Mondo e Angelo Dragone.

Mostre personali e collettive
Opere in musei e collezioni - Libri

Giovanni Chiellino, Luce crepuscolare, Genesi Editrice

Con prefazione di Eraldo Garello e postfazione di Pierantonio Milone

È l’ultima raccolta del poeta calabrese Giovanni Chiellino.
La presentazione venerdì 13 maggio 2011, ore 19.00
Sala Arancio – XXIV SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO
Lingotto Fiere, via Nizza 280, Torino

LA PREFAZIONE DI ERALDO GARELLO

Quest’ultima raccolta di Giovanni Chiellino, meno connotata tematicamente rispetto alle precedenti, che riconoscevano all’interno della loro più profonda struttura quasi una diretta urgenza filosofica, argomentativa e dimostrativa (sempre nell’ambito del vero dettato poetico che non forza mai l’attenzione del lettore, ma procede per successive ed epifaniche dis-velazioni), si palesa a noi progressivamente, di pagina in pagina, mutando registro e quasi scrittura, proponendoci suggestioni, ricordi, illuminazioni, lampi profetici che si rastremano di campata in campata fino a pervenire alla solidificazione di quell’universo di discorso, di quella visione del mondo che da sempre ci affascina nell’avventura poetica del Nostro.
Se in alcune precedenti raccolte (ma soprattutto ne Il volto della memoria, Roma 2000) uno dei nuclei tematici centrali era dato dalla riflessione sulla nozione di tempo, inteso sia agostinianamente come distensio animae, sia bergsonianamente come durata della coscienza e come energetica corrente vitale nella quale ogni momento trapassa nell’altro senza apparente soluzione di continuità (e qui si sentiva il lascito della profonda frequentazione del mai dimenticato Nicola Silvi), in Luce crepuscolare il vissuto viene declinato sul versante della spazialità. E questo sin dalla bellissima lirica d’esordio: Paesaggio per Mara (uno dei tanti paesaggi che ritroviamo nella silloge), laddove all’interno d’un ambiente marino colmato dalle “pareti della nebbia”, e che richiama più certe tele ottocentesche di pittori del Nord Europa, danesi e scandinavi (come alcune angoscianti scene di mare ritratte dagli artisti più cupi della scuola di Skagen) che non il solare e ventoso Jonio, Chiellino subito ci sbilancia con osservazioni di lucreziana memoria. Il Poeta, tranquillamente seduto (immaginiamo) sul litorale, in compagnia della donna amata (“Io seguo i tuoi capelli fra i pianeti / mentre le dita sfiorano il tuo seno”) osserva in lontananza lucerne che “schiene curve mostrano sui remi”; di lì l’interrogativo che solo il Poeta può porsi: “sono uomini che vanno alla deriva / o è la rotta giusta per tornare? / Inseguono approdi / della buona sorte / o cercano nel fondo delle acque / le tracce della vita e della morte?”. In pochi versi, quasi distrattamente esposti, viene racchiusa l’essenza del nostro esserci più profondo giocato sul mare magnum della vita, ed evidenziato dalle intense simbologie del mare stesso e del porto. Il primo – se si dà credito al Curtius che ne fa derivare l’etimologia dal sanscrito maru, che significa deserto, e quindi landa sconfinata, priva di vita e di vegetazione dove l’uomo può facilmente naufragare e soccombere (infatti, la radice mar significa in primis morire) – si pone come termine di paragone dell’esistenza umana, metafora dell’avventura nella quale tutti ci dobbiamo necessariamente buttare se vogliamo conoscere l’essenza del nostro esser-ci all’interno dell’Universo (ci ammoniva Blaise Pascal: vous êtes embarqués, a sottolineare l’impossibilità per l’uomo di sottrarsi alla scommessa del mettersi in gioco), ma anche metafora del mare interno, del mondo delle passioni che ci squassano con l’intensità d’una feroce bufera, ed ancora rappresentazione – secondo una sempre attuale considerazione del monaco medievale Aelredo di Riévaulx – del secolo presente, inteso come distanza che separa l’uomo da Dio.
E poi il porto: il punto d’entrata e d’uscita, la salvezza per chi ritorna dopo essersi sottratto alle innumerevoli insidie del mare, ma anche il punto di partenza per chi quelle insidie per necessità o libera scelta le vuole affrontare; Ulisse che parte ed Ulisse che ritorna; luogo di festa per il naufrago e luogo di lutto per chi ha dovuto soccombere; luogo da cui lucrezianamente (Epicuro insegna!) osservare l’inutile affannarsi dell’uomo ma anche luogo nel quale esistenzialmente non possiamo non farci carico dell’angoscia di chi soffre e muore cercando se stesso.
Per Chiellino, dall’alto della sua saggezza di uomo di mare, la salvezza è più vicina di quanto può apparire, e forse non la vede solo chi non la vuol vedere, tutto compreso di una sorta di vuoto e inutile titanismo: la spazialità (nella silviana dimensione spazio-tempo alla quale accennavamo prima) la si può delimitare con più facilità rispetto alla temporalità, può essere confinata all’interno d’una dimensione familiare, di piccola Heimat o comunità con i suoi costitutivi elementi fondanti; ed allora la bimba Carmen (nipote del Nostro, ma soprattutto simbolo d’una natura umana non ancora contaminata), può aprirsi al lento raccontare del mare, lasciarsi andare al suo leggiadro suono, avvertirne la presenza materna e paterna (se è vero che in origine il mare era la divinità delle divinità: Oceano, il flusso energetico che da sempre circonda il mondo).
Le coordinate gnoseologiche della raccolta di Chiellino trovano un altro punto di inveramento in una straordinaria – per intensità di scrittura e per ricchezza di rimandi culturali – lirica dal titolo La tomba del tuffatore, chiaro riferimento ad uno dei più significativi manufatti dell’epoca aurea della cultura pestana, databile tra il 470 e il 480 a.C. Un giovine si tuffa a volo d’angelo – ed è lo strabiliante tuffo della morte – dalle colonne d’Ercole, da sempre statuaria e stentorea raffigurazione dei limiti delle umane conoscenze ed esperienze, nel grande mare, che in questo caso viene rappresentato in pausa di maccherìa (quasi a svenarne la minacciosità e pericolosità, come atto di indulgente clemenza nei confronti del giovinetto che in tenera età deve affrontare la più amara esperienza dell’esistenza umana: l’approdo alla non-esistenza). Ancora una volta il grande deserto, il maru-mori (se mi si consente l’accostamento tra le similari significazioni sanscrite e latine) che delimita spazialmente l’arco del tuffo: l’ignoto pittore ci fa chiaramente intendere, raffigurando un verdeggiante albero che nettamente si staglia sull’opposto litorale, che il giovinetto approderà nella contrada d’un nuovo mondo, il mondo della vera conoscenza, della prosperità, delle frutta abbondanti e succose. Così è anche per Chiellino: “Si tuffa nel suo abisso / in cerca della luce / da dove un tempo fu espulso, / esiliato nel regno metamorfico, / nel gioco del non essere”. Quel fanciullo, splendido koũros, altri non è che il poeta, il vero poeta che in sé rattiene il dono della profezia e del disvelamento epifanico, che anela alla riunificazione empedoclea dell’Uno con il Tutto, della Natura con la Cultura, del determinato con l’indeterminato, del limite con l’universalità: “O sogno empedocleo che ti rinnovi / in ogni uomo che attraversa il giorno / attratto dai bagliori del tramonto / memoria d’aurora incipitaria!”; e ancora: “cerca il divino sguardo luminoso / dove l’Uno e il Tutto sono in eterno”. Un anelito all’unitarietà dell’Essere che, accanto al titanico éffort del Poeta che tenta di pervenire ad una estrema sintesi conoscitiva, può essere esperita, secondo Chiellino, anche nella quotidianità sotto forma di rimembranza, di rêvérie, ma anche di inveramento delle sotterranee intese che animano la vita di chi si è lasciato affascinare dai vincoli dell’amore: “Ritroverò il tuo sorriso lieve, / il tuo sguardo amoroso, la tua voce / nel mare fermo del tempo che non ruota / dove il tuo posto e il mio saranno Uno”.
Come si vede, nel Nostro il versante esistenziale, che riguarda le coordinate della vita vissuta nella quotidianità, e che acquisisce consistenza e dignità attraverso l’arricchimento che ne viene dal filtro delle passate esperienze, che alimentano il filone del ricordo – individuale o storicizzato, non importa – e danno consistenza al presente e credito al futuro, va sempre di pari passo con l’aspetto conoscitivo, con la ricerca filosofica del Vero e del Bene. Ed essendo Chiellino un Poeta, di quelli veri, la riflessione non può che essere sostanzialmente poetologica. Ed il dato testè evidenziato non paia troppo scontato, perché la poesia italiana contemporanea (in questo caso la “p” minuscola non è un refuso) non ha più nozione di se stessa, il poeta non si interroga più sull’essenza, sulla fenomenologia, sulle finalità dell’atto poetico, si libra nell’etere come se tutto fosse da sempre scontato, o che non abbia più senso il porsi degli interrogativi sulla natura e sul senso della Poesia. Anche in questa silloge Chiellino, non da Filosofo ma da Poeta (anche se sarebbe ora che si tornasse all’antico quando non vi era separazione o distinzione tra le due figure) continua la sua particolare gnoseologia. Illuminante, in proposito, la lirica La vite (che per certi versi rimanda a Die Eichbäume di Hölderlin, solo che in questo caso il riferimento non va alle querce ma alla vite, alla sua simbologia densa e vitale, alla sua solidità che le consente, sia pure in modo contorto, di prosperare su un terreno duro, argilloso, arido per fornire il più prezioso nettare), in cui la prodigiosa pianta mirabilmente situata, come l’uomo, tra le due sfere dell’Alto e del Basso, dello Yang e dello Yin, porge “… al poeta / la fiamma creatrice / e il sotterraneo gelo / nel calice lucente / della sillaba che si fa parola / e cresce in canto”. Una versificazione d’altri tempi, che non esita a chiedersi “In quale inchiostro intingono la penna / i poeti del circolo di Dio, / gl’inventori del verbo”; o che, finalmente, sa trasmettere delle certezze fondanti: “Nessun dilemma turberà il viaggio / trovato il giusto passo / verso la nuova Luce”. Chiellino: ancora una volta testimone del nostro esser-ci, profeta di futuri tempi a venire che si spera sappiano ancora una volta coniugare la sophìa con l’arethè, il kalòn con l’agathòn, ossia la Saggezza con la Virtù morale, il Bello estetico con il Buono etico: “dove stagna il silenzio cresce il canto, / dove domina l’ombra nasce l’alba / e dove la vittoria della luce / fulgida svetta, trova la notte / inaspettato regno / nel gioco dell’eterno mutamento”.

Fonte: GENESI EDITICE


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Un punto della Calabria: Stalettì (A Nicola Silvi)
di GIOVANNI CHIELLINO

Oggi il lancio di “Donne Italiane”, il primo disco de Le Rivoltelle

Pramantha Arte


La bellissima esperienza avuta in occasione della nostra organizzazione del "Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura" che ha previsto - tra le altre cose - il concerto de Le Rivoltelle, confermando una carica energetica, una qualità musicale e un coinvolgimento totale, ci induce a promuoverle e a segnalare l'uscita del loro primo disco.

E’ fissato infatti per oggi il lancio di "Donne Italiane", il primo album de Le Rivoltelle. Si corona così un lungo e impegnativo percorso artistico e discografico cominciato con il successo del singolo "La Notte" e culminato con l'inedito "Donne Italiane", la canzone che dà il titolo all'album e che in questi giorni la band sta promuovendo in tutte le radio e tv italiane.
Donne Italiane è un tributo tutto femminile che le quattro musiciste fanno all’Italia in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità. Il brano omonimo è un inno a tutte le donne celebri che hanno reso l'Italia un paese migliore, ma anche alla donna comune che «giorno per giorno riesce a cambiare questa nazione».
La distribuzione dell’album su tutto il territorio nazionale è stata affidata alla Edel, marchio leader a livello internazionale (Duran Duran, Simply Red, Incognito, Kool & Gang, Moby, Massimo Ranieri, PFM, Modà, Zero Assoluto, etc.). Grazie all’accordo con la Edel, sarà possibile ascoltare Donne Italiane anche presso le apposite colonnine presenti in tutti i punti vendita della catena Feltrinelli.
Registrazioni, editing e mix sono stati invece realizzati presso il Crescendo Studio e l’eccellente sound ottenuto è stato affidato al mastering del prestigioso Metropolis Studios di Londra, dove incidono i loro dischi celebrità come Queen, U2, Amy Winehouse, Anastacia, Simply Red, Green Day, Placebo, etc.
Donne Italiane contiene 3 inediti e 11 cover di grandi successi che Le Rivoltelle rileggono in chiave moderna, fondendo stili e generi diversi come lo ska, il rock e il reggae. E’ prodotto da Cristiani Music Italy per TroTro Music, con la direzione artistica di Mimmo Cristiani e la direzione management di Daniela Tripodi.
In vendita presso tutti i negozi di dischi, megastore, catene di distribuzione, music store digitali e sul sito della Cristiani Music Italy -
www.cristianimusic.it


Tracking List:
1. GUARDA CHE LUNA
2. SE BRUCIASSE LA CITTÀ
3. ITALIA
4. LA NOTTE
5. TANGO E STOP (inedito)
6. MA CHE FREDDO FA
7. DICITENCELLO VUJE - TU SI ‘NA COSA GRANDE
8. DONNE ITALIANE (inedito)
9. STORIA D’AMORE
10. SE MI LASCI NON VALE
11. VALENTINA (inedito)
12. LAMETTE
13. SORELLE D’ITALIA
14. SUD JAMU
‘U Ciucciariaddru - La Zitella - Tata ca muaru
Malarazza (Tu ti lamenti... ma che ti lamenti?)

venerdì 6 maggio 2011

Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica

E' stato un successo. Si lavora già per la seconda edizione.

Pianopoli. Intensa, insolita e ricca la giornata dedicata alla Festa del lavoro dal Comune di Pianopoli lo scorso 1° Maggio. Nonostante il cattivo tempo abbia scandito i momenti previsti dal programma a colpi di pioggia, l’entusiasmo e il lavoro degli artisti ospiti della manifestazione e la curiosità e la partecipazione della gente non sono stati compromessi.

Arte, discussione, teatro e musica si sono susseguiti come previsto, regalando momenti di vera condivisione con la mostra, l’installazione urbana, l’incontro, la performance teatrale e il concerto, dando anima e corpo allo slogan che ha caratterizzato questa prima edizione del “Pianopoli 1° Maggio” Lavoro è Cultura, ma, soprattutto, dando anima e corpo al messaggio dirompente che Pianopoli ha lanciato dal profondo sud Italia con indiscutibile energia, e cioè che: impegno, passione, conoscenza, azione, autonomia, pensiero critico e libera espressione producono lavoro.

Nell’intenzione del sindaco Gianluca Cuda, in totale sintonia con il direttore artistico Maria Rosaria Gallo, la manifestazione ha voluto suggerire e rappresentare un modo diverso di affrontare la questione lavoro, contrastando i toni retorici, patetici e vittimistici che solitamente caratterizzano questo fondamentale tema nel dibattito politico.

“La volontà - afferma il sindaco Cuda - è stata quella di lanciare un invito e una provocazione alla responsabilità verso più direzioni: frontale, ai singoli cittadini giovani e non più giovani; obliqua, a chi governa, mortificandola, una terra ricca e inesauribile di risorse umane e naturali come la Calabria; verticale, a chi ha il compito di contrastare una politica sciacalla che giorno dopo giorno distrugge le istituzioni e demolisce la società dalle fondamenta, non investendo qualitativamente nell’istruzione, nella formazione, nella ricerca e nella tanto abusata parola meritocrazia”.

La giornata del lavoro pianopolitana ha coinvolto tutte le fasce sociali e non ha trascurato nessun aspetto. La mostra Imagocrazia. Effetti collaterali (aperta fino a sabato 8 maggio, tutti i giorni con orari 10.30/12.30 - 17.30/19.30) ha rappresentato il momento dell’analisi del nostro tempo, mettendo in scena la caratteristica principale della vita contemporanea: la supremazia e il potere dell’immagine sulla vita degli individui e i condizionamenti di questa supremazia nei processi di formazione identitaria dei soggetti e, dunque, nel loro rapporto con il mondo. Tra pittura, scultura, fotografia e videoarte, si rivendica la naturale forza trasformante del lavoro in tutta la sua estensione e umanità nelle opere di: AVaspo in cui Lavoro è Esperienza estetica; Amélie Waldberg in cui Lavoro è Liberazione; Brunivo Buttarelli in cui Lavoro è Natura; Edita Voveryte con Lavoro è Sogno; Kristina Kurilionok in cui Lavoro è Identità.

L’installazione urbana Il Precariato di Pasquale Maria Cerra ha rappresentato il momento della denuncia, con una allegoria della condizione di sospensione e assenza di prospettive in cui versa quella parte di società che dovrebbe rappresentare la produttività e il futuro. L’incontro/dibattito, squisitamente condotto dalla giornalista televisiva Ketty Riolo, ha rappresentato un reale momento di confronto, delineando - non senza sofferenza - uno scenario di lavoro possibile nelle testimonianze degli ospiti/relatori (professionisti provenienti dai più svariati ambiti - ricerca, divulgazione, agricoltura, turismo, informazione) così come nelle testimonianze del pubblico presente. La performance teatrale ha rappresentato il momento della memoria storica nel racconto di Nino Racco di Storia di Salvatore Giuliano e la strage di Portella della Ginestra del 1° Maggio 1947. Nella travolgente musica de Le Rivoltelle, il concerto ha rappresentato, infine, l’energia, la sapienza e la determinazione di cui la Calabria è capace e con cui può e deve proiettarsi nel futuro.

Uno dei momenti chiave della festa del lavoro di Pianopoli che sintetizzano il significato dell'intera manifestazione è stato l'omaggio a Yuri Gagarin (primo uomo nello spazio) curato da Tommaso Sorrentino. Un momento dedicato all'avventura spaziale al fine di ricordare e ribadire quali frontiere l’uomo è capace di oltrepassare se si affida alla conoscenza, all’abilità e alla padronanza di sé. E proprio le parole dell'astronauta, immediatamente successive a quella incredibile esperienza, rammentano quale deve essere il dovere, dunque, il lavoro umano: "Girando intorno alla terra nella mia navicella spaziale mi sono meravigliato della bellezza del nostro pianeta. Popoli del mondo, preserviamo e miglioriamo questa bellezza, non distruggiamola" (Yuri Gagarin, 12 aprile 1961).

Il sindaco di Pianopoli e la sua comunità, soddisfattissimi, sono già all’opera per la seconda edizione.

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Pianopoli 1° Maggio. Lavoro è Cultura - Arte Teatro Musica (presentazione)


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