domenica 17 gennaio 2010

L'origine dei Bronzi di Riace secondo lo scrittore Salvatore Mongiardo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, ringraziando Salvatore Mongiardo per l'interessante contributo.
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Ho letto con attenzione il bell’articolo di Gaetano Errigo sul N° 18-19 di Lettere Meridiane, pubblicazione dell’amico Franco Arcidiaco, che mi piace sempre di più. Vorrei al riguardo far notare un aspetto che non è stato finora preso in considerazione, e che invece può far calare decisamente la bilancia dell’originarietà dei Bronzi a favore di Caulonia.
Questa prova, viva ancora oggi, è il culto a Riace dei santi cristiani Cosma e Damiano, i due fratelli medici. A Riace in loro onore si tiene una grande festa dove convergono molti zingari e che Vittorio De Seta ha magistralmente rappresentato nel lungometraggio del 1993 In Calabria. Detto tra parentesi, la chiesa dei due Santi è meravigliosamente affrescata da Zimatore e Grillo, pittori calabresi degli anni Trenta, un gioiello da non perdere!
Il culto di due santi assieme, come Cosma e Damiano, è un fenomeno conosciuto nella storia delle religioni e viene definito “paredrismo”. Non cercate la parola nei vocabolari perché non la troverete: viene usata solo dagli storici delle religioni. Potete però vederne la spiegazione cercandola su Wikipedia, che la illustra abbastanza bene:
Paredro: Dal greco pàredros da parà, a fianco e èdra, seggio. Il Rocci riporta: “che sta vicino, appresso; che sta in secondo posto, inferiore, assistente, compagno, associato, collega, ausiliare, assessore”. In questo termine è contemplato anche il significato di affiancamento e sussistenza. Paredro si dice di una divinità associata nel culto ad un'altra di maggiore importanza e solitamente di sesso differente.
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In questo senso si può guardare anche al culto a Roma dei Santi Pietro e Paolo, che rappresentano la successione cristiana dei fondatori Romolo e Remo. Cioè, i cristiani convertiti non volevano essere da meno dei pagani che avevano due protettori. Allora i Bronzi potrebbero essere Castore e Polluce o due eroi eponimi di Caulonia.
L’ipotesi che siano opera di Pitagora di Reggio, tanto famoso che fu chiamato a fondere bronzi in Grecia, è corroborata dall’Enciclopedia TRECCANI nella prima edizione del 1935, ben prima che i Bronzi fossero scoperti. Basta aprirla e guardare la statua di bronzo riportata accanto alla voce Pitagora di Reggio. Sembra la foto di uno dei due Bronzi. Guardare per credere.
Inoltre, la scoperta nei fondali di Riace potrebbe indicare che le due statue furono mal caricate, o il carico sabotato dagli abitanti di Caulonia, nel tentativo dei Romani di portarle via per punire gli abitanti del loro schieramento a favore di Annibale, o più semplicemente perché erano troppo belli.

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Cordiali saluti paredrici.

Salvatore Mongiardo

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I Bronzi di Riace

1 commento:

Amizade ha detto...

O Farol está em festa. É o seu 1º Aniversário.

Teríamos muito gosto que lá passasses para confraternizar connosco e recolher o selinho.

Beijinhos

http://nuestramizade.blogspot.com

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