L’autrice di Montepaone Lido è alla sua prima prova letteraria.
.

In tale contesto si inserisce il volume “Un anno fuori dal tempo” di Bernardina Agresta (nella foto), pubblicato nei giorni scorsi dalle Edizioni Ursini di Catanzaro; un piccolo e singolare compendio di verità, di riflessioni a viso aperto, di accelerazioni emotive, di inviti a guardare oltre, di attese che possono, volendo, diventare realtà.
“Sono sette favole (I bambini, Cane Tobia, Giacomino e il flauto azzurro, Cinque pulci e un gatto, La bella mimosa, La villa nel parco, e Un anno fuori dal tempo) dal sapore antico e di grande attualità - scrive Fulvio Castellani - per il fatto che in ognuna ritroviamo un po’ quei sogni e quelle pagine di vita che ci avevano coinvolto allorquando stavamo, magari titubanti, muovendo i nostri primi e successivi passi in direzione del dopo”.
Si tratta di brevi narrazioni, dalla scrittura semplice e dai toni pacati, dialoganti; narrazioni che si vestono progressivamente a festa grazie alla presenza di numerose illustrazioni votate a loro volta alla semplicità, al piacere evidente di interpretare questo o quel soggetto, argomento, gioco di luce o di nascoste penombre.
Ecco, così, che escono alla ribalta il cane Tobia che trova la felicità, il flauto azzurro che naviga in un contesto di situazioni più o meno aeree, la presenza di cinque pulci (dispettose e fedeli ad un tempo) e di un simpatico gatto, la mimosa che rifiorisce e prima di morire si rinnova con un germoglio, il mistero che avvolge la villa di un parco e la splendida favola che ha per protagonista “un anno fuori dal tempo”; il tutto preceduto da una serie di pensieri legati ai bambini e che compongono, in un certo qual modo, una singolare poesia-verità perché “sono loro la sorgente che sgorga / dalle viscere di una sola madre / creata da Dio”.
“Possiamo ben dire, a questo punto, - aggiunge Castellani - che Bernardina Agresta ha colpito veramente nel segno, ossia che ha saputo coniugare gioie e amarezze miscelando, con alcune fantasie e realtà, poesia delle piccole cose e poesia del vivere con lo sguardo non necessariamente rivolto a sé stessi. Chiudendo il libro, non si potrà, quindi, dire altro, così com’è stato scritto nell’ultima favola, che “il mondo non era mai stato così bello, così gioioso, così ricco di armonia e di bene, d’ogni bene”. Un invito, questo, a leggersi dentro e a meditare. Brava l’autrice, ma bravo anche l’editore per aver saputo scegliere e proporre ai tanti lettori del nostro tempo un testo di facile presa e di indubbio valore letterario, che lascia molto spazio all’immaginazione perché attinge con grande arguzia dalla scuola quotidiana della vita ”.

Nessun commento:
Posta un commento