
''Proprio per questo credo oggi di avere tutto il diritto - dice Napoli - di protestare contro un Governo nazionale, che, dopo aver tergiversato per ben due lunghi anni sulla necessità di commissariare la sanità calabrese e dopo aver condiviso ed autorizzato il cosidetto "piano di rientro" del debito, presentato dalla precedente Giunta regionale, consentendo alla stessa di procedere persino a ben 333 assunzioni nelle Aziende Sanitarie Ospedaliere della Calabria, oggi vorrebbe imporre al nuovo Governatore di aumentare le tasse ai cittadini''.
''Ancora una volta i ministri nordisti - afferma Napoli - vorrebbero tartassare e discriminare i cittadini calabresi, ignorando i crediti di questa Regione. Sicuramente i fondi FAS non possono essere considerati 'bancomat' per ripianare i deficit, ma tali non avrebbero dovuto essere considerati neppure, ad esempio, per ripianare le 'quote latte,' soddisfacendo i desiderata della Lega Nord. I fondi FAS sono risorse destinate allo sviluppo delle aree sottosviluppate ed allora perchè sono stati sottratti anche alla Calabria ed utilizzati per altri fini?''. ''Il Governo nazionale - afferma Napoli - non può certamente disconoscere che la sottoscrizione del cosidetto 'piano di rientro' ha già comportato pesanti oneri per i cittadini di questa Regione, penalizzati da un super debito sanitario, i cui responsabili ad oggi non risultano individuati e giudiziariamente perseguiti''.
''Al Presidente Scopelliti, al quale sicuramente va riconosciuta la gravità della situazione ereditata - conclude Napoli - mi sento di dire che, dopo aver sistemato le varie 'caselle' regionali all'insegna del manuale Cencelli, non può assecondare il costante saccheggio che viene fatto alla Calabria, nè dimenticare i crediti che i cittadini di questa Regione hanno accumulato negli anni da parte dei Governi nazionali e regionali succedutisi''.
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